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London Symphony Orchestra omaggia De Andrè

Il Faber duetta con Capossela e Battiato


Il Faber duetta con Capossela e Battiato
16/11/2011, 19:11

MILANO-
Dieci canzoni di De Andrè riarrangiate in versione sinfonica dal grande compositore inglese Geoff Westleye suonate dalla prestigiosa London Symphony Orchestra.

Il risultato è “Sognonumero uno”, un album distribuito dalla Sony inuscita il prossimo 22 novembreche promette di rappresentare un “must” per tutti gli appassionati del cantautore genovese, scomparso nel gennaio 1999.

La tracklist è da veri intenditori: sono escluse quasi tutte le hit più famose di De Andrè per lasciare spazio alle canzoni che maggiormente si prestavano alla versione sinfonica: “Ho conosciuto l'opera di De Andrè tramite un amico pescatore che si occupava di custodire una barca che avevo a Lavagna, in Liguria – racconta Westley – Lui mi ha portato qualche CD di Fabrizio e ho trovato la sua opera fantastisca. Con il passare del tempo è maturata in me l'idea di riarrangiare in chiave sinfonica alcune sue canzoni e per questo ho contattato Dori Ghezzi. Lei ha accettato con entusiasmo e mi ha inviato un cofanetto con tutte le sue  canzoni. Da lì è partita la selezione: ne ho scelte prima 25, poi siamo arrivati alle 10 che trovate nell'album”.
- “Questo è un disco classico basato sulla musica di De Andrè”-premette Westley, che già lavorò con Lucio Battisti, spiegando di aver messo “il canto al centro e la musica tutto intorno, senza che l'uno coprisse l'altra o viceversa”. Una scelta fuori dai canoni italiani, che vogliono la voce dominante sulla base, ma che il produttore difende sottolineando che “la voce si deve capire, ma non significa un mixaggio alla Julio Iglesias”.  

Si inizia con la struggente “Preghiera in gennaio”, la canzone che Fabrizio dedicò all'amico Tenco morto suicida, per proseguire con “Ho visto Nina Volare” e “Hotel Supramonte”. Poi si ascolta “Valzer per un amore”, arricchito da un duetto con VinicioCapossela, quindi si passa a “Tre madri”, “Laudate hominem”, “Disamistade”, “Rimini” e “Anime Salve” nel quale c'è il secondo duetto dell'album, con Franco Battiato. Si conclude con il brano strumentale “Le Nuove”. Dieci brani che coprono cronologicamente l'intera carriera del Faber e che dal punto di vista tecnico hanno richiesto un lavoro certosino per “pulire” la voce delle prime incisioni risalenti agli anni Sessanta.
Dori Ghezzi, custode della memoria del marito, è convinta che ­–“Fabrizio avrebbe da ridire su piccole cose, ma come operazione globalmente ne sarebbe soddisfatto. Da tempo cerco di non chiedermi se lui avrebbe fatto o meno qualcosa, parto dal presupposto che aveva fiducia in me e mi lascio andare”. In vita, poi, Faber non l'aveva mai fatto, ma era nelle sue intenzioni dare vita a una serie di notturni, dove avrebbe dovuto trovare spazio anche un'interpretazione classica dei suoi brani, “sotto questo aspetto - scherza la sempre affascinante Dori - siamo benedetti dalla sua volontà. E poi se da un lato Fabrizio ha sempre preferito le liriche alla musica è anche vero che i testi li conosciamo e che con questo progetto, si voleva far capire che le sue musiche si possono adattare a una visione classica”.

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di Broegg Anna Carla
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