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Il festival di Cannes parte nel segno della crudeltà


Il festival di Cannes parte nel segno della crudeltà
13/05/2009, 10:05

Con la proiezione del nuovo film di animazione della Pixar, 'Up', si aprirà oggi la 62/a edizione del festival di Cannes. Anche l’Italia è in concorso quest’anno con una sola pellicola di Marco Bellocchio dal titolo ‘Vinceremo!’, film interamente dedicato al Duce. Bellocchio parla di Benito Mussolini e ne ricava un ritratto animalesco, giocato sulla messa in scena continua, di documenti dell'epoca.
Questa edizione della mostra cinematografica sarà innanzitutto dedicata ai film dalla cruda realtà; A rilevare questa tendenza vi è la presentazione del film di Quentin Tarantino dal titolo 'Inglorious Basterds' con attori del calibro di Pitt, Samuel L. Jackson e Diane Kruger che stando alle parole degli addetti ai lavori promette lacrime e orrore a volontà con Brad, nelle vesti di soldato della seconda guerra mondiale in missione nella Francia occupata dai nazisti. Altrettanto rude e dalle immagini forti è il film di  Michael Haneke che ambienta il suo 'Das weisse band' nella Germania del 1913, dove la scomparsa di due bambini farà da apripista a ben altre tragedie. Le tragedie, il sangue e avventure fuori dalla vita reale sembrano piacere nella 62/a edizione e altro film in concorso è l’horror di ‘Antichrist’ di Lars von Trier.  Il film narra di una coppia, interpretata da Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg che in modo tragico perde il figlio.
Meriterebbe un festival diverso invece l’ultimo lavoro di Pedro Almodovar, l’artista molto legato alla manifestazione francese è in concorso con 'Los abrazos rotos', interpretato da Penelope Cruz. Amodovar, spera cosi di portare a casa il trofeo con un film che racconta le vicissitudini di un regista con un’affascinante donna dello spettacolo.
Tra i 20 film in concorso ci sono anche  ('Les herbes folles') di  Alain Resnais,  Ken Loach con 'Looking for Eric' (protagonista anche il calciatore Cantona), Tsai Ming-liang, Jane Campion, Ang Lee e il coreano Park Chan-Wook.

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di Agostino Falco
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