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Il gabbiano e Le nozze, regia di Riccardo De Luca, al Teatro Tasso di Sorrento


Il gabbiano e Le nozze, regia di Riccardo De Luca, al Teatro Tasso di Sorrento
21/11/2012, 15:34

Città di Sorrento E Le Amiche del Museo Correale  Sorrento Presentano il 25 novembre 2012, ore 18.00,  al Teatro Tasso di Sorrento  Come sono tutti nervosi, e quanto amore,  oh lago stregone! ovvero IL GABBIANO di Anton Cechov

adattamento e regia di Riccardo De Luca con  Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Gennaro Maresca, Anna Rosa Confuorto, Milena Cozzolino, Annalisa Renzulli, Michele Romano Balene, balenottere, scampi, greci, armeni, zingari e napoletani. Ovvero LE NOZZE di Anton Cechov

adattamento e regia di Riccardo De Luca con Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Gennaro Maresca,  Anna Rosa Confuorto, Milena Cozzolino, Annalisa Renzulli, Michele Romano,  Giovanni Sicignano, Anna Olivieri, Luca Pelliccia Introduzione a Il gabbiano Ho incentrato lo spettacolo sulle azioni — più o meno mentali — dei personaggi principali: Nina (riguarda tutti il tema della vocazione che sconfigge la paura della vita), Trepliov (la ricerca della verità fino alle estreme conseguenze), Mascia (la bellezza della spregiudicatezza e l’infelicità dell’amore divorante), Trigorin (il successo nemico della vita), Arkadina (l’esibizionismo che mortifica l’arte), Medvedenko (la lamentazione che deprime la vitalità) e ho creato intorno a loro un fool cechoviano, Evghenja, dal nome dell’amata madre di Anton, che tesse le trame e riprende quello che di Cechov hanno i personaggi qui esclusi: Dorn, Sorin, Polina Andreevna, nonché la descrizione dei luoghi dove si svolge la storia attraverso le splendide didascalie cechoviane.

Il tutto attraverso una ricerca di studio dove hanno lavorato i sette attori, tutti giovani che hanno in sé quel futuro radioso di cui Cechov era meravigliosamente convinto.

 

Introduzione a Le Nozze

 

REVUNOV — “Jammo, guagliù, facimmoce annore, simmo napulitane!”

TUTTI GLI ALTRI — “Che?”

REVUNOV — “Pecché, che simmo?”

TUTTI GLI ALTRI“Russi!”

REVUNOV — “Ah, aggio capito… Jammo, guagliù, facimmoce annore, simmo napulitane!”

Ho sempre avvertito un certo disagio a fingerci di qualche altro posto che non sia il nostro. Com’è possibile che non si possa essere quei personaggi rimanendo nella propria terra? Le nozze di Cechov sono un fantastico grottesco affresco sia che si svolga in Russia che in Papuasia che a Londra che a Napoli. Noi siamo qui, o forse non si sa dove più siamo, né “quando” siamo. E pur trovando essenziale misurasi con il teatro “estero” penso che ci portiamo sempre tutti dietro la nostra terra. Ammesso che esista una terra che non sia la nostra. Il mozzo scambiato per un generale, viene qui a immaginarsi dentro La tempesta” Eduardo/Shakespeariana e i temi delle piccinerie egoiste, dei dispettosi esibizionismi, delle semplicità pericolose, sono temi universali. Insomma un elettrico, pacchiano, sospeso imbroglio tra Russi e Partenopei, in salsa di zingaresco vaudeville.

Il tutto attraverso una ricerca di studio dove hanno lavorato gli undici attori,  tutti giovani che hanno in sé quel futuro radioso di cui Cechov era meravigliosamente convinto.

 

                            Introduzione ai due spettacoli

 

Il Gabbiano e Le nozze sono due famosi testi di Anton Cechov. Li abbiamo affrontati insieme perché sono speculari e assieme racchiudono il suo universo. Il gabbiano è — ma non è, “sembra” — la quintessenza del dramma cechoviano. Grandi passioni incompiute, triangoli amorosi incompiuti, suicidi incompiuti. Ma anche questo “sembra”. Sì perché alla fine le passioni nel loro consumarsi si compiono, i triangoli si riformano, i suicidi si attuano. Tutto nei testi di Cechov “sembra”. Sembra che non accada niente — Cechov stesso nel descrivere ironicamente Il gabbiano parla di “poca o nessuna azione” ma Stanislavskij ne ribalta il senso: “Le sue opere teatrali sono molto ricche di azioni, non nello sviluppo esterno, ma in quello interno.” Sembra

che ci sia troppa banalità nei drammi di Cechov, sembra, perché è proprio il disgusto verso il grigiore e la banalità che muove Cechov a proiettarsi verso futuri effervescenti e luminosi. Sempre Stanislavskij: “Nonostante le banalità che continuamente egli

sembra rappresentare, Cechov parla sempre attraverso il suo fondamentale leitmotiv spirituale, non del casuale, non del particolare, ma dell’Umano scritto con la maiuscola.” Il centro del teatro di Cechov è l’animo umano e nessuna delle anime che incontriamo è felice anzi, in questo mondo l’infelicità regna sovrana ma anche questo “sembra”, perché se attraverso la coscienza di questa infelicità qualcuna di quelle anime, o di queste nostre, riuscisse a intravedere la via felice, tutto si ribalterebbe. Ancora Stanislavskij:

Il fascino delle opere di Cechov sta in qualcosa di intraducibile a parole, ma nascosto sotto di esse o nelle paure, negli sguardi di intesa tra gli attori, nella emanazione del loro sentimento interiore.

Mentre l’azione esterna sulla scena diverte, distrae o eccita i nervi, quella interna contamina, afferra la nostra anima e se ne impadronisce.

Con Le nozze prendiamo Cechov dal lato dell’azione esterna: piena di dinamiche comiche Le nozze “sembra” un atto comico. Ma non lo è. Attraverso le clownerie, allo stato potenziale presenti anche ne Il gabbiano, Cechov ci porta in un mondo pacchiano dove  regnano sovrani l’interesse e la buffa superficialità, dove i personaggi si perdono e si avviluppano nello loro stoltezze e ci si perdono dentro e ancora sentiamo l’eco dell’invettiva del Cechov de Il Gabbiano: “rozza è la vita!”

 

Ecco che ne Il gabbiano attraverso l’azione interna e ne Le nozze attraverso l’azione esterna si compie e comincia il nostro viaggio cechoviano, attori e spettatori, a raggranellare passi per intravedere una vita finalmente non più “rozza”.

 

Riccardo De Luca

 

IL GABBIANO

PERSONAGGI E INTERPRETI

EVGHENJA SERGHÈEVNA – Anna Rosa Confuorto

SEMIÒN SEMIÒNOVIC MEDVÈDENKO – Michele Romano

MASCIA – Elisabetta De Luca

KONSTANTÌN GAVRÌLOVIC TREPLIÒV – Gennaro Maresca

NINA MICHÀJLOVNA ZARÈCNAJA – Annalisa Renzulli

IRINA NIKOLÀEVNA ARKÀDINA – Milena Cozzolino

BORÌS ALEKSÈEVIC TRIGÒRIN – Roberta De Pasquale

 

LE NOZZE

PERSONAGGI E INTERPRETI

ŽIGALOV EVDOKIM ZACHAROVIC – Milena Cozzolino

NASTAS’JA TIMOFEEVNA – Annalisa Renzulli

DAŠEN’KA – Elisabetta De Luca

EPAMINOND MAKSIMOVIC APLOMBOV – Roberta De Pasquale

FËDOR JAKOVLEVIC REVUNOV-KARAULOV – Michele Romano

ANDREJ ANDREEVIC NJUNIN MASTO DI FESTA – Gennaro Maresca

ANNA MARTYNOVNA ZMEJUKINA – Anna Rosa Confuorto

IVAN MICHAJLOVIC JAT’ – Giovanni Sicignano

KOKOŠKINA – Anna Olivieri

GIUAN CACHITARROVIC – Luca Pelliccia

 

organizzazione generale    

Roberta De Pasquale                                            

aiuto regia

Elisabetta De Luca        

alle musiche

Serena Scagliarini

alle luci

Giuseppe De Gennaro

alla chitarra

Luca Pelliccia

foto

Serena Scagliarini
consulenza per la lingua russa
Erika Piras

regia, adattamento, costumi, coreografie

Riccardo De Luca

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di Redazione
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