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Il genio metafisico di De Chirico incontra l’archeologia


Il genio metafisico di De Chirico incontra l’archeologia
05/07/2012, 12:07

Il genio metafisico di De Chirico incontra l’archeologia: Chianciano Terme celebra con una mostra l’incontro dell’arte di un grande maestro del Novecento con l’archeologia

“Senza la scoperta del passato, non è possibile la scoperta del presente”. E’ con le parole stesse di Giorgio de Chirico che è possibile svelare il senso dell’incontro tra l’arte del genio metafisico di un grande maestro come de Chirico e l’archeologia.

Un incontro che nella sua ricerca ha esiti sorprendenti e che Chianciano Terme celebra con la mostra molto particolare dal titolo “De Chirico. Il ventre dell’archeologo” che si inaugura il 7 luglio alle 16.30, presso il Museo Civico Archeologico, e resterà aperta fino al 30 settembre. Tra gli eventi di rilievo di ArcheoFest 2012, il festival nazionale dell’archeologia - una produzione Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, con il coordinamento scientifico di Fondazione Musei Senesi in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Chianciano Terme e la partecipazione dei Comuni di Cetona, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Pienza, San Casciano dei Bagni, Trequanda e dell’Unione dei Comuni della Val di Chiana Senese - la mostra espone accanto ai vasi e ai canopi della collezione, i capolavori del grande artista, quali insoliti ospiti del museo. Un nucleo di nove opere scultoree - in bronzo dorato, argentato e patinato – che risultano di straordinario impatto scenografico contestualizzate per la prima volta in un museo archeologico.

«Giorgio de Chirico – spiega Franco Calarota curatore della mostra - svela allo spettatore la sua intenzione di frequentare il museo per utilizzare nelle sue opere ogni reperto ed andare così “al di là della fisica”, spostandosi in questo modo al di fuori del mondo a lui attuale in una dimensione che sia appunto Metafisica. Dopo le prime avanguardie il cui obiettivo era quello di rompere con tutto quanto ci fosse di già visto e di già fatto per essere originali ad ogni costo, de Chirico sceglie piuttosto di essere “originario” e di rivolgersi a quell'universo mitologico che affonda le sue radici nel glorioso passato della storia dei popoli del Mediterraneo. Ma attenzione perché nell'opera di de Chirico il dirigere il vettore verso il passato, non deve essere interpretato come un semplice lavoro di emulazione e recupero di un tempo lontano troppo perfetto per poter essere superato, ma al contrario, Giorgio de Chirico utilizza la rovina o il reperto archeologico allo stesso modo in cui Marcel Duchamp prende un banale oggetto quotidiano per creare i suoi ready-made e cioè: rivendicando un valore estetico ad ogni oggetto e circostanza preesistente a lui.

Quello di de Chirico è senza dubbio un sensazionale ritorno, una rimpatriata nella storia dell'arte che mira non solo a rispolverare la memoria e la tradizione, le ricche immagini nascoste nei magazzini dei musei, pieni di capolavori dimenticati o abbandonati in favore di una modernità “a tutti i costi”, ma anche al nobilitare i luoghi squallidi del presente attraverso il loro inserimento in quelli di un passato illustre».

In contemporanea alla mostra sarà inaugurata anche l’esposizione “Splendori - capolavori dal Museo archeologico di Firenze”. Dalle 21,30 ci sarà anche l’apertura straordinaria del Museo con degustazione di prodotti tipici locali e concerto della Banda "Bonaventura Somma" di Chianciano Terme.

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di Redazione
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