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Il quotidiano attacca la trasmissione "Vieni via con me"

Il Giornale: Saviano ha equiparato Berlusconi alla mafia


Il Giornale: Saviano ha equiparato Berlusconi alla mafia
09/11/2010, 11:11

MILANO - Duro attacco del quotidiano Il Giornale alla trasmissione "Vieni via con me". In particolare sotto accusa l'intervento di Roberto Saviano e quello di Roberto Benigni, ma tutta la trasmissione è accusata di essere stata ideata "per screditare Berlusconi e Il Giornale". Nel primo caso viene messo sotto accusa il fatto che, quando lo scrittore (definito "un Celentano meno sconclusionato e più ideologizzato, un telepredi­catore più lungo e infinita­mente più monotono, ma più feroce") ha fatto il suo monologo sulla "macchina del fango", ha parlato dei casi di Dino Boffo e Gianfranco Fini, mentre sullo sfondo scorrevano i titoli del quotidiano milanese.
Poi partono le interpretazioni del Giornale: siccome Saviano ha parlato della delegittimazione che subì allora il giudice Giovanni Falcone, prima di essere ucciso dalla mafia, allora Berlusconi=mafia.
A Benigni vengono rimproverati i continui attacchi a Berlusconi e anche lo sfottò ai direttori del quotidiano, Feltri e Sallusti, che - ha detto il comico toscano - "hanno dossier e informazioni certe che la Co­stituzione è gay, frocia, omo­sessuale".
E soprattutto l'accusa numero 1: si tratta di uno spreco di risorse: lo spettacolo costa 2.8 milioni di euro e ha raccolto pubblicità solo per 800 mila euro. Cosa difficile da credere, se si guarda ai dati Auditel, notevoli ma non sorprendenti: se la Sipra (la società di pubblicità della Rai) non è riuscita a piazzare convenientemente la ventina di minuti di spot pubblicitari distribuiti durante il programma, non è certo colpa degli autori del programma.
Con dei dettagli davvero divertenti come il fatto che siano stati scelti microfoni - definiti "telecomandati e di ultima generazione" - sarebbero costati 50 mila euro l'uno. Mi sa che su questo il giornalista si debba mettere una mano sul cuore: un rapido giro di telefonate mi ha permesso di accertare che non ci si avvicina ad un decimo di questa somma neanche per le telecamere con microfono, figuriamoci il solo microfono.

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di Antonio Rispoli
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