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Il musical Priscilla: colori, lustrini e paillettes, ma anche tanta amarezza, angosce e solitudine


Il musical Priscilla: colori, lustrini e paillettes, ma anche tanta amarezza, angosce e solitudine
25/01/2013, 14:05

Il musical “Priscilla - la regina del deserto” sbarca al teatro Brancaccio di Roma e viene accolto dal pubblico con grande entusiasmo con una standing ovation finale di un teatro che ieri sera, durante la prima, ha registrato il sold out.

 Uno spettacolo ben fatto su una storia nota a tutti,  tratta dall'omonimo film del 1994, vincitore di vari riconoscimenti, tra cui un premio Oscar nel 1995. Tick, Bernadette e Felicia, eccentrici artisti, grazie ad un ingaggio, decidono di lasciare la noia e i problemi della loro vita a Sidney e portare il loro spettacolo di Drag Queen nell’entroterra australiano. A sipario chiuso, prima di iniziare, una cartina dell'Australia e un enorme rossetto glitterato.  Una cartina che annuncia  un viaggio fatto di sogni, ma che dà la possibilità di mettere a nudo anche tante amarezze, delusioni e una solitudine che investe tutti e tre i personaggi.  Bernadette, (Simone Leonardi) la più anziana del gruppo, cerca di dimenticare la scomparsa del suo compagno, il Tromba;  Tick (Antonello Angiolillo) vuole ritrovare suo figlio, avuto dal suo fallito matrimonio con Marion; Felicia (Mirko Ranù) sogna di cantare i più grandi successi di Madonna, tradendo un po' la filosofia delle Drag Queen, che si esibiscono regolarmente in playback. Al centro di tutto Priscilla, un vecchio bus con il quale i tre personaggi della storia dovranno raggiungere la città di Alice Springs.

 Tre storie diverse attraverso le quali viviamo momenti di grande divertimento con dialoghi forti, sui quali è necessario riflettere, perché se di notte lo spumeggiante mondo delle Drag Queen regala successo e allegria, poi le stesse Drag Queen di giorno dovranno fare i conti con chi scrive frasi ingiuriose sul bus contro gli omosessuali, e contro tutto ciò che in apparenza può essere considerato “diverso”. La situazione è più complessa di quanto appare, perché quella diversità, investe i protagonisti, senza via di scampo, e allora accanto al divertimento si alternano momenti di straordinaria malinconia, riflessione e anche tanta tenerezza per un mondo che nasconde ancora tanto perbenismo senza curarsi di chi ci vive accanto, di persone che in apparenza vivono tra lustrini e pailettes, ma che, in alcuni casi, sono anche protagonisti di drammi esistenziali. Mettiamo da parte  allora moralismi e pregiudizi e spesso la lezione arriva da chi non te lo aspetti, in questo caso, da un bambino che ama il proprio papà sia che canti vestito da donna, sia che sia un manager affermato accettando cose che spesso gli adulti non consentono perché carichi di sovrastrutture. Il dialogo finale tra il figlio ed il papà Drag Queen fa emozionare ed invita ad una riflessione.

 In scena spicca un esilarante e poliedrico Mirko Ranù, bravissimo nella sua interpretazione aiutato anche dalla sua fisicità, in quanto il personaggio che interpreta gli dà la possibilità di esibire i suoi perfetti muscoli perché in alcuni casi anche l'occhio vuole la sua parte. Perfetto nel suo ruolo Simone Leonardi, personaggio determinato e dolce allo stesso tempo che nonostante i suoi tormenti è esempio di grande umanità. Antonello Angiolillo passa da abiti maschili a vestiti eccentrici e luminosi e dimostra di saper evidenziare bene il dualismo tra queste due opposte figure recuperando nel finale il ruolo di padre. A completare il cast tanti artisti bravissimi, 29 in tutto, e la presenza scenica molto forte di tre voci straordinarie, le Divas: Valentina Ferrari, Loredana Fadda ed Elena Nieri. Complici determinanti, per rendere tutto più accattivante e cogliere il lato estetico e più leggero dello spettacolo, le celeberrime canzoni che hanno fatto ballare un'intera generazione: 25 intramontabili hits internazionali  da “I Will Survive”, a “What's Love Got To Do Whit It”, da “Go West» a “Material Girl”, e tante altre. Insomma un musical spumeggiante, ricco di effetti luminosi, di costumi eccentrici e colorati, di bravi attori. Tutti ingrediente che riportano la mente ai grandi allestimenti di Broadway.

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di Ennio Salomone
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