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Il nuovo film di Massimo Venier



Il nuovo film di Massimo Venier
28/04/2009, 20:04

Per un regista, nel 2009, è incredibilmene difficile tuffarsi nella realizzazione di un film generazionale e giovanilistico senza scadere, inesorabilmente, nel banale, nel retorico e nel già visto. Nonostante tale "rischio", il bravo Massimo Venier, armatosi della giusta dose d'autoironia, di un ottimo cast,  di un'azzeccatissima colonna sonora e della libera interpretazione dell'omonimo romanzo culto di Andrea Incorvaia e Alessandro Rimassa, ha voluto tentare l'impresa. Il risultato? Decisamente niente male. Il giovane e brillante Alessandro Tiberi (volto ancora semisconosciuto del grande scgermo) riesce molto bene ad interpretare il ruolo del classico e sterotipato (come lui stesso ammetto nel film) precario demotivato e senza un futuro limpido davanti a se.
Con l'affitto da pagare, l'inquilino amicone e l'inquilino stronzo, una storia d'amore inerziale e vacillante (poi sostituita da una travolge e poco realistica doppia frequentazione) e tanti sogni nel cassetto che paiono irrealizzabili. Ottima, divertente e fresca anche l'interpretazione di Francesco Mandelli, nel ruolo del compagno di stanza patito di playstation e bambinescamente saggio. Deliziosa la prova delle due bellissime attrici Valentina Lodovini e Carolina Crescentini, nel ruolo delle due amanti del protagonista. Un intreccio che sa di commedia e, insieme, di gioco chiaroscurale con la realtà odierna. Le tematiche eterne e pluritrattate dello scontro tra sognatori e cinici, tra realtà e possibilità, tra passato, presente e futuro, vengono abilmente amalgamate da Venier. Il regista, già autore di "Tre uomini e un gamba", "Chiedimi se sono felice" e "Così è la vita" riesce inoltre, con le battute auto-ironiche dei diversi personaggi (in particolar modo di Mandelli), a scongiurare il pericolo della banalità e dell'autoparodia involontaria.
Un film, in definitiva, godibile ed apprezzabile da un pubblico giovane e meno giovane che vede, come piccola ciliegina sulla torta, la partecipazione di un Paolo Villaggio versione prof disilluso che, a tratti, fa quasi commuovere tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato quando regalava copiose risate nel ruolo dell'eterno impiegato sfigato. Qualcuno, riferendosi a questo titolo, parla già di piccolo caso. Qualcun'altro, invece, decide ingiustamente di bocciarlo quasi del tutto. Noi, dal canto nostro, lo promuoviamo a pieni voti e vi consigliamo di vederlo e di "sostenerlo" in un panorama d'italico cinema che, purtroppo, pare sempre più deserto e privo di idee originali.

Voto: 7

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di Germano Milite
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