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Una “rivoluzione culturale”, tra favorevoli e contrari

Il nuovo volto di Firenze: città pedonalizzata


Il nuovo volto di Firenze: città pedonalizzata
24/06/2011, 12:06

La città di Firenze si sveglia con un nuovo volto: è il giorno della pedonalizzazione del centro storico. Sono circa 6 gli ettari della città che vengono restituiti ai cittadini e a tutti coloro che apprezzano la possibilità di poter girare in centro storico, lontani dal continuo via vai delle auto.
Questa “nuova viabilità”, inaugurata nella ricorrenza di San Giovanni, patrono della città, è stata definita dai più “rivoluzionaria”, anche se, si sa bene, si dovrà scontare un inevitabile periodo di rodaggio. E questo soprattutto quando ci saranno da affrontare le giornate da bollino nero.
Tra favorevoli e contrari, come in ogni debutto, da poco più di un’ora il sindaco, Matteo Renzi, ha dato ufficialmente lo stop ai motori, per quella che lui ha definito “una rivoluzione culturale” che “consentirà di rilanciare” Firenze come “modello di città sostenibile nel mondo”.
Da un punto di vista urbanistico, oltre 40 le strade che hanno cambiato il senso di marcia, consegnando un volto praticamente nuovo alla viabilità dell’intera città. Ma si attende l’inizio della prossima settimana, per passare dai modelli alla pratica. Una prima prova del fuoco per la tenuta del traffico, sarà infatti lunedì, al rientro dal lungo ponte. Poi sarà l’autunno ha confermare la validità o meno di queste scelte.
Oggi però è anche il giorno dei festeggiamenti del santo patrono: San Giovanni. Tradizione vuole un corteo sfilare per le vie del centro. Più precisamente, partendo dalla sede della Società di San Giovanni Battista, valletti e figuranti in rappresentanza dei quartieri storici di Firenze raggiungeranno Palazzo Vecchio, sede del comune, dove il sindaco Renzi riceverà in omaggio la croce di San Giovanni e poi al Battistero, dove il primo cittadino offrirà i tradizionali ceri all’arcivescovo monsignor Giuseppe Betori. La sfilata si concluderà in Duomo con la messa solenne.

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di Antonio Formisano
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