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Le dinamiche e i meccanismi delle masse

Il panico e la folla


Il panico e la folla
07/09/2010, 11:09

Fino a che punto il comportamento delle masse è determinato dal caos e, dunque, imprevedibile? Come si muove davvero la folla in situazioni di panico? Queste sono le domande chiave per capire le dinamiche e i meccanismi delle masse, soprattutto in situazioni di pericolo.
“La folla è il sangue che alimenta gli agglomerati urbani – afferma Paul Torrens, docente dell’Università dell’Arizona – eppure non è mai stata studiata a fondo. Anche perché è impossibile riprodurre, in un contesto cittadino, una situazione di panico collettivo con centinaia di persone”.
In due situazioni molto simili fra loro, ho paragonato il comportamento della folla in un momento di paura. In un treno affollato, fermo a causa di un guasto, in una galleria che conduce a Sorrento, la massa si agitò a tal punto da calpestare chiunque si trovasse davanti, pur di arrivare ad aprire i finestrini e le porte. C’era chi pregava Padre Pio, chi urlava, chi perdeva conoscenza. Nessuno voleva morire in quel modo, soffocato dal caldo opprimente e dall’agitazione collettiva.
In un’altra situazione analoga, dove però la massa era costituita da poche persone, per un apparente guasto meccanico, il treno si era fermato nella galleria della stazione di Milano. Il vocio improvvisamente si azzerò. Qualcuno cominciò a muoversi in direzione del macchinista, altri nervosamente cominciarono a telefonare a parenti ed amici. Un po’ alla volta si leggeva la paura negli occhi di chi ci stava accanto. La paura stava condizionando e paralizzando le normali attività dei viaggiatori. Poiché avevo percorso quella linea numerose volte e sapevo che abitualmente il treno si fermava per pochi minuti nella galleria della stazione di Milano centrale, con tono molto rassicurante informai i miei compagni di viaggio che il macchinista era alle prese con lo scambio di binari e che da lì a poco saremmo ripartiti. Quelle parole sortirono una breve tranquillità. Pochi istanti dopo, il treno ripartì. Ognuno riprese quello che stava facendo, con serenità. In quella situazione di incertezza, mi posi delle domande. Se quel treno fosse stato affollato, la massa avrebbe preso il sopravvento? orse avremmo assistito alle scene di panico che precedentemente avevo visto nel treno diretto a Sorrento? E’ la quantità di persone coinvolte che determina la paura? Chi determina l’ansia collettiva? Quale ruolo ha l’informazione dei mass media?
Porsi questi interrogativi, comprendere i movimenti pericolosi e apparentemente irrazionali di una folla in preda all’angoscia potrebbe, ad esempio, permettere agli urbanistici di progettare delle città più vivibili e soprattutto più sicure e organizzare con maggiore responsabilità eventi a cui prendono parte centinaia, migliaia di persone, come raduni e concerti.

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di Rossella Saluzzo
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