Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Apertura degli “Incontri sannazariani”

Il Parto della Vergine. Immagini di Napoli nel Rinascimento


.

Il Parto della Vergine. Immagini di Napoli nel Rinascimento
02/05/2011, 17:05

Gli “Incontri sannazariani” nascono dalla sinergia tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Ordine dei Servi di Maria e la sezione napoletana dell’UNESCO, con l’obiettivo di coniugare la letteratura e i luoghi rinascimentali di Napoli. Il primo incontro, sul tema “Il Parto della Vergine. Immagini di Napoli nel Rinascimento”, si terrà il 3 maggio 2011, ore 9,30, nella Chiesa di S. Maria del Parto a Mergellina.
In occasione dell’incontro sarà presentato il volume curato da Pasquale Sabbatino, Iacopo Sannazaro. La cultura napoletana nell’Europa del Rinascimento (Firenze, Olschki). Parteciperanno i licei classici Iacopo Sannazaro, Umberto I, Vittorio Emanuele II con la lettura di passi dell’Arcadia e di Sonetti e canzoni. Inoltre artisti contemporanei esporranno opere su temi sannazariani e la Libera Associzione Culturale Sannazaro interpreterà testi poetici musicati.
I lavori, aperti dai saluti di Massimo Marrelli (Rettore dell’Ateneo federiciano), Mario Rusciano (Presidente del Polo SUS), Arturo De Vivo (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia), continueranno con gli interventi di Antonio V. Nazzaro, Pasquale Sabbatino, Francesco Divenuto, Padre Attilio Maria Carrella, Fortunato Danise, Salvatore Niccoli.
“Tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento – ha dichiarato Pasquale Sabbatino, Direttore del Dipartimento di Filologia Moderna Salvatore Battaglia e curatore del volume - la cultura napoletana gode una propria autonomia, dialoga alla pari con altri centri dell’Italia (in particolare Firenze, Venezia e Roma) e mostra un respiro europeo. Il profilo critico di Sannazaro offre numerose tessere per ridisegnare la geografia e la storia del Rinascimento, mettendo a frutto la lezione metodologica di Dionisotti e i risultati ancora parziali della filologia. I saggi raccolti nel volume, che sarà presentato, portano l’attenzione su alcuni nodi fondamentali: la dimensione etico-politica dell’Arcadia, il confronto tra le Rime di Bembo e la raccolta Sonetti et canzoni di Sannazaro, il poemetto De Partu Virginis come esempio umanistico di parafrasi biblica secondo la convincente tesi di Antonio Nazzaro, il contributo e la funzione del Sannazaro nello scacchiere europeo dell’umanesimo latino e della letteratura mariana, infine l’intreccio tra letteratura e arti figurative”.
“Nella sua prima stagione (fino al 1501) - continua Sabbatino - Sannazaro vive e opera nella Napoli gentile, una città a misura d’uomo e dalle proporzioni equilibrate, raffigurata nella Tavola Strozzi. Si muove costantemente nell’orizzonte del bilinguismo (latino e volgare) e frequenta l’Accademia, il centro della nuova cultura umanistica, l’Accademia. Nutre una forte passione per le anticaglie di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, i luoghi virgiliani già meta di turismo culturale, e accompagna nella visita archeologica fra’ Giocondo da Verona, che segue a Napoli, fra il 1489 e il 1495, i lavori per la costruzione della Villa di Poggioreale, progettata da Giuliano da Maiano, l’architetto della Porta Capuana (1485). Inoltre Sannazaro mostra una grande attenzione per le arti figurative. Un disegno del pittore e incisore mantovano Andrea Mantegna, conservato al Louvre, è la fonte di un passo del romanzo pastorale l’Arcadia. Nella seconda redazione dell’Arcadia, risalente agli anni tra il 1491 e il 1495 e pubblicata nel 1504, Sannazaro effettua una revisione linguistica, con la riduzione dei dialettismi e una più puntuale selezione di lessico tosco-letterario e petrarchesco. La scelta letteraria del toscano, maturata a Napoli dal Sannazaro, è parallela alla scelta, maturata a Venezia, da Pietro Bembo, autore degli Asolani (1505).
La celebrazione pittorica del poeta arcadico viene fatta, nel 1511, da Raffaello nel grandioso affresco del Parnaso (Città del Vaticano). Nel gruppo dei poeti bucolico-arcadici, Sannazaro è il quinto, dopo Ariosto, Boccaccio, una donna, figura ideale ed emblematica, e Tebaldeo.
Durante gli anni dell’esilio in Francia (1501-1505), al seguito di Federico d’Aragona, Sannazaro porta ed esporta tutto il suo bagaglio umanistico, ha contatti con gli ambienti culturali e spirituali d’oltralpe, si dedica alla fruttuosa ricerca di testi classici, alcuni dei quali fino ad allora ignoti. Il viaggio del Sannazaro diviene un momento significativo del processo di diffusione della civiltà napoletana nell’Europa del Cinquecento e del parallelo processo di ricezione e assimilazione di stimoli e saperi provenienti dalla civiltà francese.
L’ultima stagione del Sannazaro, dal rientro nella Napoli oramai vicereale nel 1505 fino alla sua morte nel 1530, è caratterizzata dall’isolamento del poeta nella sua villa di Mergellina, dove fa erigere la chiesa dedicata alla Madonna del Parto. Lontano ormai da qualsiasi contesto cortigiano e senza più stimoli per la produzione in volgare, Sannazaro sente sulle sue spalle tutta l’eredità lasciatagli dal Pontano e si dedica alla poesia latina. Nel 1521, In vista della stampa, ritenuta imminente, del poema mariano De partu Virginis, fu commissionata una medaglia a Girolamo Santacroce per celebrare l’evento. Nel diritto della medaglia il busto laureato del Sannazaro, abbigliato all’antica, e nel rovescio l’Adorazione del Bambino. L’insieme rappresenta figurativamente la sintesi del programma letterario del Sannazaro: coniugare la più raffinata lingua latina, quella di Virgilio, e il più sublime racconto evangelico, quello della incarnazione di Dio nel grembo di Maria.
Con l’opera della maturità, Sannazaro fonda un vero e proprio modello di epica mariana latina, con la scoperta ambizione di stare accanto, nella galleria della letteratura, ai due grandi modelli volgari, il canto trentatreesimo del Paradiso di Dante e la canzone alla Vergine di Petrarca”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©