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Ma Garimberti lo difende: "E' stato ineccepibile"

Il Pdl attacca Floris: "Fazioso, il servizio pubblico va ripensato"


Il Pdl attacca Floris: 'Fazioso, il servizio pubblico va ripensato'
24/11/2010, 13:11

ROMA - "Cornuto e mazziato", si dice a Napoli. Giovanni Floris non è napoletano, ma deve sentirsi così: non solo ieri ha dovuto subire l'intrusione di Berlusconi che, dopo avergli garantito che avrebbe risposto alle domande, ha fatto un lungo intervento, l'ha insultato, per poi rimangiarsi la parola e sbattergli il telefono in faccia; ma oggi sul conduttore di Ballarò giungono anche i fulmini del Pdl. Il primo è il Ministro della cultura, Sandro Bondi: "Bisogna spingere tutte le forze politiche ad una riflessione seria sulla funzione e sui caratteri delle trasmissioni televisive dedicate all'approfondimento politico, soprattutto a partire dai programmi della televisione pubblica. Altrimenti viene letteralmente annientata la dignità della politica e la credibilità degli esponenti politici, a qualunque schieramento appartengano".
Sulla stessa linea il Ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani: "Non voglio passare per quello che parla sempre male del servizio pubblico, ma è una constatazione dei fatti. Riesce difficile per la nostra parte politica rimanere sereni".
Anche il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone attacca Floris: "La puntata di ieri sera di Ballarò, come molti altri fatti ormai ritenuti ordinarì nei nostri palinsesti televisivi, andrebbe studiata a lungo, e fatta conoscere, anche all’estero, per mostrare il livello di manipolazione e di aggressione in corso in Italia contro il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati. Non conosco un solo Paese occidentale in cui la politica in tv sia affrontata così: con questo livello di faziosità dei conduttori, con il metodo della rissa tra ospiti nel pollaio-studio, e con qualcuno a cui si tende regolarmente una trappola mediatica".
Invece Piero Garimberti, Presidente della Rai, difende l'operato del conduttore di Ballarò: "Floris è stato corretto nei toni e nei modi ed ha fatto il suo mestiere di giornalista, cercando di porre delle domande al presidente del Consiglio che poco prima aveva annunciato la sua disponibilità a rispondere. Più in generale non si può non notare che, nel clima che sta vivendo il paese, il servizio pubblico radiotelevisivo sta diventando sempre di più terreno di scontro. Capisco le ragioni della politica, ma da presidente e da amministratore di questa azienda non posso che dire chiaramente che non mi piace affatto questa sorta di campagna elettorale anticipata, giocata sulla pelle della Rai".
Anche il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, difende l'operato del conduttore: "Abbiamo avuto la prova di un regime ormai al tramonto. Il presidente del Consiglio, infatti, è una persona che ha perso la testa e la ragione. Per questo ci auguriamo che il 14 dicembre si riesca finalmente a dare un taglio netto a questa pagina buia per la storia del nostro Paese"

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di Antonio Rispoli
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