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Il calcolo del Pi Greco fino a 30 milioni di decimali

Il Pi Greco nello studio delle radiazioni elettromagnetiche


Il Pi Greco nello studio delle radiazioni elettromagnetiche
29/04/2011, 11:04

In matematica, il termine Pi Greco, indicato con la lettera greca Π, rappresenta il rapporto tra i valori della circonferenza del cerchio e il suo diametro. Esso assume notevole importanza nella misurazione delle distanze, nel calcolo del volume degli oggetti e persino nello studio delle radiazioni elettromagnetiche. Fino alla quinta cifra decimale il Pi Greco assume valore di 3.14159, tuttavia determinare il suo valore esatto e completo è impresa impossibile in quanto le sue cifre decimali si susseguono all’infinito.

Nell’anno 1873 il matematico William Shanks aveva portato a termine un lavoro unico per quell’epoca. Aveva calcolato le cifre decimali di Pi Greco fino alla 107esima. Precedentemente, soltanto Archimede di Siracusa, nel III secolo a. C. aveva tentato la stessa impresa, ma egli aveva una ulteriore difficoltà, in quanto non sapeva calcolare la circonferenza del cerchio, ostacolo che aggirò argutamente approssimando la figura del cerchio a quella di un poligono di 96 lati. Archimede riuscì a stabilire con questo sistema i limiti massimi e minimi del valore di Pi Greco.

Un valore ancora più accurato, esatto fino al sesto decimale ed equivalente, fu scoperto dal matematico cinese Tsu Chung-chi nell’anno 500 dell’era cristiana.

Solo in anni recenti, i matematici hanno scoperto che William Shanks aveva commesso un errore nel calcolo dei decimali del Pi Greco alla 527esima cifra e anche quelle successive erano tutte sbagliate. L’interesse dei matematici al calcolo delle cifre decimali del Pi Greco nasce da motivazioni puramente speculative e scientifiche. Essi hanno osservato che ciascuna cifra ricompare mediamente circa un milione di volte, ma non si ha ancora la prova definitiva se l’intera sequenza infinita sia casuale o segue regole precise. Verso la fine degli anni ottanta si è arrivati al calcolo del Pi Greco fino a circa 30 milioni di decimali e il calcolo è stato fatto con metodi diversi ottenendo risultati identici. Con la tecnologia che avanza avremo sicuramente altre sensazionali scoperte interessanti e utili in campi che apparentemente possono sembrare lontani da studi di questo genere.

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di Rossella Saluzzo
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