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Il Premio Elsa Morante celebra il grande cinema di Roberto Faenza in Slovacchia


Il Premio Elsa Morante celebra il grande cinema di Roberto Faenza in Slovacchia
01/12/2011, 16:12

Si è svolta a Bratislava, accolta dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Teresa Triscari, la cerimonia di premiazione dell’Elsa Morante Cinema 2011. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato a conclusione di una due giorni nella capitale slovacca della presidente Dacia Maraini e di una rappresentanza della giuria composta da Andrea Camilleri, Francesco Cevasco, Vincenzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Paolo Ruffini, Emanuele Trevi, Teresa Triscari e Tjuna Notarbartolo (direttore del Premio). Sono stati premiati il regista Roberto Faenza, per i magnifici film da “I Vicerè” a “Prendimi l’anima” a “Silvio Forever”; Elda Ferri, sua produttrice storica, nonché realizzatrice dei grandi film di Roberto Benigni, candidata all’Oscar come miglior produttore per “La vita è bella”; il regista slovacco Juraj Lihosit, noto anche in Italia per il film Vlakári; il traduttore Stanislav Vallo, ex Ambasciatore a Roma. La manifestazione culturale si è aperta con il saluto dell’Ambasciatore Italiano Brunella Borzi che si è detta onorata di ospitare ancora una volta il Morante Cinema a Bratislava, quest’anno fiore all’occhiello delle attività legate alle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Dacia Maraini ha ricordato Elsa Morante e le sue opere come “Menzogna e sortilegio”, “L’isola di Arturo e “La storia”, la forza emotiva e poetica della scrittrice romana che “avrebbe senz’altro apprezzato un regista come Roberto Faenza”. A sottolineare il grande lavoro e la capacità di uno sguardo poetico e critico del regista italiano, anche Tjuna Notarbartolo, che ha parlato di come si possano mettere in luce i meccanismi del potere attraverso l’arte, riferendosi nello specifico ai “Vicerè”. “Non si capisce come la gente accetti i meccanismi del potere che non cambiano mai: in Italia sembra essere così da sempre. Il cinema di Faenza è un lungo percorso d’arte che passa attraverso un alto tasso di letterarietà: la maggior parte dei suoi film sono tratti dai libri: storie intense, significati profondi, intelligenze complesse”. Vincenzo Colimoro si è soffermato su un parallelo tra uno dei capolavori di Faenza e uno dei capolavori della Morante, ricordando che “se è vero che ciò che simboleggiano i Vicerè (vale a dire le aberrazioni di un potere conservatore e ottundente) sarà sempre presente in ogni società, è anche vero che ciò che simboleggiano i ragazzini de “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante (vale a dire le energie giovani e creative), attraverserà sempre le epoche e le società”. Roberto Faenza, premiato dall’ Ambasciatore Borzi, ha parlato dell’importanza della cultura, motore della società, che spesso trova come nemico “il potere” che con i suoi tagli rende vita difficile a scrittori, artisti e registi. Ha poi ringraziato la produttrice Elda Ferri, figura straordinaria dall’intelligenza concreta e di brillante efficacia, che, premiata dal vicesindaco di Bratislava, si è detta sorpresa e felice di ricevere un premio che riconosce il lavoro culturale di chi produce. Il regista slovacco Juraj Lihosit si è detto onorato di ricevere un riconoscimento dall’Italia, patria del cinema che ispira da sempre quello di tutto il mondo. Veicolo fondamentale per creare un ponte tra Italia e Slovacchia è la traduzione, tema su cui si è soffermato Francesco Cevasco, introducendo la premiazione di Stanislav Vallo, traduttore de “I Vicerè” di Federico De Roberto, e anticipando la notizia della prossima traduzione in slovacco de “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco, nonché l’uscita in Slovacchia, l’8 marzo, de “Il treno dell’ultima notte”di Dacia Maraini. Vallo, per alcuni anni ambasciatore a Roma, ringraziando la giuria italiana, ha letto una vera e propria dichiarazione d’amore indirizzata al nostro Paese, “l’Italia – ha detto - contiene tutto per un futuro migliore di bene e cultura” .

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di Redazione
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