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Una pagina del passato per un'indignazione del presente

Il processo a Braibanti nella drammaturgia di Massimiliano Palmese

Quando l’omosessualità veniva “curata” con l’elettroshock

Il processo a Braibanti nella drammaturgia di Massimiliano Palmese
16/03/2012, 16:03

“Qual è dunque il delitto che Braibanti ha commesso per essere condannato attraverso questa accusa, pretestuale, di plagio?Il suo delitto è stata la sua debolezza. Ma dalla sua debolezza deriva anche la sua autorità”. (Pier Paolo Pasolini) "La cultura messa sotto accusa". (Alberto Moravia)
"Ignoravo che il libero insegnamento delle proprie idee fosse un reato. Ritenevo che fosse reato impedirlo". (Elsa Morante )"Non un 'caso' giudiziario, ma politico e civile". (Umberto Eco)
Così si espressero gli intellettuali dalle colonne dei giornali nel 1968, quando si sentirono direttamente chiamati in causa dalla terribile vicenda che vide coinvolto il piacentino Aldo Braibanti, ex partigiano torturato dai nazifascisti, artista, filosofo e mirmecologo, accusato di aver “assoggettato fisicamente e psichicamente” il ventunenne Giovanni Sanfratello. In realtà il ragazzo, in fuga da una famiglia tradizionalista e bigotta, aveva deciso di seguire le sue inclinazioni ed era andato a vivere a Roma con Braibanti. Non riuscendo a separare la coppia, il padre di Giovanni denunciò l’artista-filosofo con l’accusa di “plagio”. Il processo a Braibanti si aprì il 12 giugno 1968, mentre infiammava la Contestazione, e i giovani di tutto il mondo chiedevano a gran voce più ampie libertà. In molti denunciarono lo scandalo di un processo montato ad arte dalla destra più reazionaria del Paese in combutta con esponenti del clero e della “psichiatria di regime”. Il caso Braibanti di Massimiliano Palmese ripercorre nei toni del Teatro Civile questa cruenta pagina della storia italiana che attesta quanto laicità e diritti civili di questo paese fossero inconsistenti anche negli anni che hanno nutrito la Contestazione giovanile e l’ istanza di uno stato meno repressivo. In collaborazione con napoligaypress.it, il Teatro Stabile di Innovazione ospiterà il caso Braibanti dal 20 al 25 marzo. In scena Fabio Bussotti e Mauro Conte accompagnati dalle musiche composte da Mauro Verrone ed eseguite live da Stefano Russo. Regia di Giuseppe Marini.

TeatroNuovo
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di Rosa Vetrone
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