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Il recupero e riallestimento della Domus Mazziniana a Pisa, ora Memoriale Mazzini


Il recupero e riallestimento della Domus Mazziniana a Pisa, ora Memoriale Mazzini
18/10/2011, 09:10

Il 20 ottobre verrà inaugurato il recupero ed il riadeguamento funzionale della Domus Mazziniana di Pisa (via Mazzini, 71) alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

L'Iniziativa rientra nel progetto "I Luoghi della Memoria" finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito delle Celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia. I lavori sono stati coordinati dall'Unità Tecnica di Missione per i 150 Anni dell'Unità d'Italia.

Giovedì 20 ottobre, a Pisa, sarà inaugurata, a conclusione degli interventi di restauro, la Domus Mazziniana, ora reintitolata Memoriale Mazzini, la casa dove Giuseppe Mazzini spirò il 10 marzo 1872.
L'edificio venne donato allo Stato dalla famiglia Nathan Rosselli. Gravemente danneggiata durante il bombardamento del 31 agosto 1943, la Domus venne ricostruita nel dopoguerra. Ad inaugurarla nel 1952 fu l'allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Questo necessario intervento la ripropone, oltre che come centro di studi mazziniani, anche come un suggestivo Memoriale per chiunque voglia meglio conoscere Mazzini e il Risorgimento.

L'intervento, coordinato dall'Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del 150 dell'Unità d'Italia, ha coinvolto l'intera Domus Mazziniana dandole un nuovo volto. A partire dalla facciata esterna, sulla quale sarà inciso il testo del Giuramento della Giovine Italia, che sarà visibile anche dall'esterno.
Superato l'ingresso posto sull'altro fronte il visitatore viene accolto dal nuovo memoriale su Giuseppe Mazzini che al primo livello dell'edificio ospita l'attività di Mazzini fino al 1837, i personaggi principali della vita di Mazzini, l'attività della Giovine Italia, la mappa dell'azione mazziniana. Questi contenuti sono illustrati anche attraverso installazioni multimediali, documentari, film d'autore. Spostandosi al secondo livello si entra nella vita intellettuale di Mazzini a Londra, e nelle cinque fasi principali della sua attività dal 1837 al 1870: 1848 La Rivoluzione Nazionale, 1850 La Riorganizzazione Mazziniana, 1860 Mazzini e i Mille, 1861 I Doveri dell'uomo, 1870 Roma Capitale. Anche questi contenuti sono ampliamente illustrati da filmati e postazioni interattive. A conclusione del percorso il manoscritto originale del Giuramento della Giovine Italia nel luogo sacrale della stanza dove morì Mazzini. A congiungere i due livelli è la Scala Ellittica con una voce narrante che recita brani delle note autobiografiche di Mazzini.
"Il Museo ha come obiettivo quello di narrare la figura di Mazzini nella sua complessità di uomo politico e artistico, con intento didattico e divulgativo", afferma Paolo Peluffo, Consulente del Presidente del Consiglio dei Ministri per il 150 Dell'Unità d'Italia e "anima" di questo progetto.
"Questa doppia natura, artistica, letteraria e politico-cospiratoria, che scaturisce da una visione autenticamente romantica dell'arte, credere davvero a quanto si immagina, è il tema centrale di ogni tentativo di spiegazione della figura di Mazzini.
E allora il filo rosso di un Memoriale Mazziniano non può essere che una cronologia molto dettagliata (il generico nella storia equivale all'insuccesso) che agglutini anche tutte le grandi questioni tematiche, monografiche. Una visione questa, che rende essenziale la dimensione multidisciplinare (letteratura, musica, poesia, pittura insieme alla politica e all'avventura e alle cospirazioni). E, del resto, non potrebbe essere che così se si considera che è proprio in questi anni, proprio nel corso dell' '800, che nasce la libera stampa: cominciano a girare riviste illustrate, litografie popolari etc. Ma, soprattutto, nascono la fotografia, il telegrafo,l'elettricità, le macchine a vapore: sono rivoluzioni tecnologiche che spezzano in due il periodo. Mazzini - e ogni personale risorgimentale - ne viene investito direttamente. Nel Memoriale mazziniano si presentano i fatti, gli eventi. Ma anche l'immaginario diventa oggetto della ricostruzione storica."
La Domus ospita, insieme al percorso museografico del Memoriale, una Biblioteca specializzata ricca di oltre 40.000 volumi di storia politica ed istituzionale d'Italia e d'Europa, unica per la amplissima documentazione di pubblicistica politica, culturale e documentaria di area repubblicana e democratica: articoli di giornali e riviste, opuscoli di varia origine, manifesti, numeri unici, materiale non sempre facilmente reperibile nelle grandi biblioteche. I fondi più significativi, frutti di donazioni, distinti nella catalogazione e in qualche caso costituenti ancora una unità anche nella collocazione, sono quelli dell'Università popolare di Pisa, di Vittorio Parmentola, di Renato Carmignani , di Amedeo Piraino, dell'Istituto per la Storia del Movimento Repubblicano. Di particolare rilievo sono la Fototeca, con circa 3000 pezzi, e la raccolta delle riviste, per larga parte consistente nella ricca collezione Piraino, incentrata sui periodici dell'Estrema Sinistra ottocentesca.
Non meno importante l'Archivio che ospita fondi documentari di alcuni dei più importanti esponenti della tradizione mazziniana e repubblicana italiana, per un totale di diverse migliaia di pezzi. Tra i fondi più significativi, oltre alla documentazione riguardante Giuseppe Mazzini e la famiglia Nathan-Rosselli, quelli inerenti Giuseppe Dolfi, Arcangelo Ghisleri e Oliviero Zuccarini. Presso l'Istituto è depositato inoltre una risorsa unica per la storia delle istituzioni educative: l'archivio storico 1836-1970) dell'asilo infantile "Fassi-Calandrini" di Pisa. Di particolare interesse sono poi la Cartoteca, che conserva le mappe appartenute a Mazzini, ed i fondi Manifesti e Proclami e Cartoline e Stampe.
Per dare respiro all'idea di Memoriale il progetto architettonico della Domus attua la trasformazione spaziale interna introducendo il tema delle doppie altezze nella biblioteca e nel museo, della luce attraverso i coni di luce a soffitto e la grande vetrata aperta sulla corte della palma.


Il recupero dei luoghi simbolo dell'Unità nazionale prosegue a Pisa con il restauro di due monumenti particolarmente importanti per la città: il monumento a Giuseppe Garibaldi collocato nell'omonima piazza e il monumento celebrativo agli Studenti caduti a Curtatone e Montanara sito nel cortile del Palazzo della Sapienza a Pisa: restauri che verranno inaugurati anch'essi giovedì 20 ottobre.
Pisa rese onore a Giuseppe Garibaldi dedicandogli un solenne monumento pubblico realizzato da Ettore Ferrari (1845-1929), scultore che con la sua attività fu sempre proteso alla celebrazione artistica del nuovo stato laico nato con l'unità d'Italia.
La scultura, di oltre 3 metri di altezza, fu realizzata in bronzo: la scelta del materiale è stata altamente simbolica alludendo al bronzo dei cannoni tolti agli oppressori.
Il monumento denominato Curtatone e Montanara fu eretto nel 1925 ed è opera di Luigi Supino (figlio di Igino, già direttore del Museo Civico di Pisa): raffigura due figure bronzee, lo studente in atto di partire che imbraccia lo scudo e l'Università, rappresentata da Minerva, che porge la fiaccola ai combattenti.
Gli interventi di restauro hanno permesso di arginare lo stato di degrado dovuto principalmente all'inquinamento atmosferico; sono state eseguite accurate operazioni di pulitura, stuccatura delle fessurazioni e consolidamento degli elementi lapidei.

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di Redazione
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