Cultura e tempo libero / Cinema

Commenta Stampa

'IL SOGNO DI EMILY' DEBUTTA AL BIG MAXICINEMA


'IL SOGNO DI EMILY' DEBUTTA AL BIG MAXICINEMA
10/09/2008, 08:09

 

Debutta sabato 13 settembre, alle ore 21, presso il Big Maxicinema di Marcianise (Ce), "Il Sogno di Emily", favola multimediale SinfoRock che si ispira a "La Sposa Cadavere" del regista e premio Oscar Tim Burton.
Mai prima d'ora era stata prodotta una favola a carattere multimediale ispirata al genere cartoon e alle visioni Burtoniane. L'anteprima nazionale di quest'opera, che fonde linguaggi e stili espressivi in forme inedite ed originalissime (tra i  generi cinematografico, teatrale - musical, audiovisivo, arriva dopo circa due anni di preparazione da parte di un cast artistico costituito da circa 30 validissimi attori – cantanti – danzatori – musicisti (alcuni di essi già affermati e altri giovani e promettenti talenti) che, coordinati con grande abilità dal regista campano Antonio Iavazzo e dalla sua assistente Carmela Barbato.  si cimentano in canoni assolutamente inconsueti dei registri favolistici, cartoonistici, oltre che su quelli più tipicamente realistici. 
Notevole anche lo sforzo produttivo dell'opera che immerge lo spettatore in un set cinematografico dal vivo. L' impianto scenotecnico è imponente ed è costituito da tre palchi in policarbonato trasparente di quasi 40 metri di larghezza e scenografie – installazioni  (vere e proprie sculture di 20 metri in altezza) ispirate sia al mondo vittoriano, sia alle atmosfere iperrealistiche e  romantico – crepuscolari dell'opera di Burton. Ogni palco è poi dotato di maxi schermo per proiezioni interattive che sono parte integrante dello spettacolo. Le musiche e le canzoni sono totalmente originali e spaziano tra il mito del rock progressivo che così bene si adatta alle visioni romantiche, al genere classico, a quello elettronico e al pop d'autore
Per la sua originalità, per i suoi linguaggi innovativi ed espressivi,  ha attirato l’attenzione del noto giornalista Vincenzo Mollica  che ha deciso di lanciare l’evento presentandolo sulla sua rubrica settimanale “DoReCiak Gulp” su RAI 1 e dei responsabili della Sede Italiana della Warner Bros che hanno manifestato autentico interesse, informando e invitando lo stesso Tim Burton al debutto nazionale.
Il progetto - prodotto dalla società casertana SID art  ed è sostenuto dal Produttore Luciano Stella dalla prestigiosa Rassegna Nazionale"PulciNellaMente" - rappresenta una vera e propria “impresa” artistica e culturale che ha preso vita e consistenza grazie alla tenacia, alle forza morale e imprenditoriale, alle capacità tecniche ed artistiche di un gruppo di giovani musicisti – imprenditori, di affermati artisti, scenografi, costumisti, tecnici, ecc. che, sfidando le attuali e impietose leggi della crisi, dell'implosione creativa, dell'appiattimento etico e progettuale, si sono “poeticamente” e “pragmaticamente” contaminati ed hanno creduto in questo autentico Sogno.
 
"Il nostro progetto artistico - scrive il regista Antonio Iavazzo - ha individuato nel capolavoro di Tim Burton, il pre-testo necessario per incamminarsi nel sogno attraversando la magia di un teatro percettivo e globale che avvolge, culla, scuote, sorprende, diverte, commuove, rinfranca. Un lavoro ardito, affascinante, la narrazione di un sogno: il sogno di Emily, sogno in cui la vita e la morte si incontrano. E qui, come accade nell’opera di Burton, è la morte che appare estremamente colorata, vitale e festosa. In luoghi diversi, simbolici, rappresentati da tre palchi, il mondo dei vivi, quello dei morti, il bosco, si snodano le vicende di vivi e di morti, sovrapponendosi le une a quelle degli altri. Attraverso fughe tra il comico e il colorato festante, tra irrazionale e piacere, tra fantasia e bruschi risvegli, prende corpo la favola aggraziata, tenera e riflessiva, che mescola divertimento, poesia, leggerezza ed ironia. Questo viaggio – sogno tenta di cogliere, seppur nello spazio e nelle dimensioni di uno spettacolo multimediale, squarci di istanze dell’inconscio. Soffi di luce in un mondo di tenebre. Un regno sospeso -  conclude Iavazzo - dove tutto è ancora e sempre possibile. Senza tuttavia sottrarsi all’unico impegno che il nostro esistere impone: Vivere!.

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©