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"Il Sud al tempo degli italiani": l'unità d'Italia vista al contrario

Presentato l'ultimo libro dell'ex ministro Carmelo Conte

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'Il Sud al tempo degli italiani': l'unità d'Italia vista al contrario
20/03/2012, 14:03

L’unità d’Italia vista al contrario. Un orizzonte diverso, per il Sud ma anche per il Nord, in una diversità di patria che sia sintesi tra nazionalità e cittadinanza. Confini non più segnati dai limiti territoriali, ma rivalutati grazie ad un federalismo politico, modello organizzativo che pone al centro lo Stato dal basso. È questo, in sintesi, il pensiero contenuto nell’ultima fatica letteraria di Carmelo Conte, uomo forte dell’ex partito socialista che nei primi anni Novanta è stato ministro allo Sviluppo delle Aree Urbane. Quello fiscale, per Conte, è solo un mezzo per riequilibrare l’Unità, non per la separazione dei beni – i cosiddetti proventi fiscali – che costituiscono il frutto di un’eredità comune nella quale attività e passività appartengono all’intero Paese: il Nord senza il Sud non sarebbe quel che è. Il Mezzogiorno ha dato all’Italia più di quanto ha ricevuto. Alla presentazione dell’opera letteraria, che si è tenuta nella cornice della Camera di Commercio di Salerno, erano presenti anche il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il senatore Alfonso Andria, il vicepresidente del CSM, Nicola Mancino ed il rettore dell’Università di Salerno, Raimondo Pasquino. Nelle parti salienti del libro edito da Feltrinelli, Conte sviscera alcuni punti cardine di quella che per anni è stata la politica assistenzialistica attuata per il Mezzogiorno: uno dei punti toccati riguarda il fondo di perequazione, espressione di una concezione stabilizzatrice degli squilibri che ha subordinato il Sud al Settentrione attraverso lo Stato, con il sistema introdotto dal federalismo fiscale lo sarà delle Regioni, le stesse che hanno avuto di più dall’Italia Unita. Ecco perché secondo l’ex ministro “l’autonomia è una dimensione che non bisogna intendere come un insieme di cose garantite, ma di condizioni per consentire ai singoli, come ai gruppi, di raggiungere uno status di eguali”.

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di Veronica Riefolo
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