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Il team archeologi campani ritrova in Giappone relitto thailandese del XVII secolo


Il team archeologi campani ritrova in Giappone relitto thailandese del XVII secolo
05/09/2011, 14:09

Il 30 agosto è giunta al termine la terza campagna di scavo della Missione Archeologica Italiana in Giappone ideata e diretta da Daniele Petrella, Presidente della Cooperativa Archeologiattiva di Napoli. La Missione è cofinanziata e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Nippon Foundation, dalla Camera di Commercio di Napoli, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, dall’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”, dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici per la provincia di Trapani.

La campagna, che ha avuto luogo nel sito di Yamami dell’isola di Ojika (Prefettura di Nagasaki), ha portato al ritrovamento sensazionale di un relitto tailandese che commerciava con il Giappone, databile alla fine del XVI inizi XVII secolo.

Tale scoperta ha portato alla comprensione di una serie di dati relativi ai rapporti economico-culturali che il Giappone manteneva con altri Paesi durante il periodo di massima chiusura nei confronti delle culture altre.

Alcuni ritrovamenti del carico risultano essere evidenze cercate da anni dagli studiosi giapponesi e, per la prima volta, recuperati proprio nel sito di Yamami.

Per il prossimo anno, la missione si svilupperà, tra le altre cose, con l’indagine dei fondali dell’area di Yamami attraverso l’utilizzo di apparecchiature sonar. Inoltre, le autorità giapponesi sono fortemente interessate a sviluppare un percorso subacqueo visitabile e all’impianto di telecamere che permettano la visita virtuale del sito, proprio su modello del Parco Sommerso di Baia in Campania e di Pantelleria in Sicilia.

Quest’anno, la squadra, tutta partenopea, è stata composta oltre che da Archeologiattiva, dalla Marine Sub s.a.s. e da Idrosfera s.n.c..

“L’Italia e la sua équipe – dichiara Daniele Petrella - continuano a giocare un ruolo di primaria importanza nel progetto relativo allo sviluppo turistico, economico e culturale di Ojika e della Prefettura di Nagasaki”. “Un rapporto – conclude Petrella - che vede coinvolte le realtà scientifiche ed imprenditoriali italiane in un progetto che dall’archeologia arriva all’apertura dei rapporti commerciali con l’isola”.



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di Redazione
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