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Lo storico spazio napoletano al primo posto per spettatori

Il teatro Augusteo primo in Italia. Parla il patron Francesco Caccavale


Il teatro Augusteo primo in Italia. Parla il patron Francesco Caccavale
14/05/2009, 15:05

 
 Nuovo successo per Francesco Caccavale che, dopo oltre mezzo secolo di vita dedicata alle sale cinematografiche ed al teatro, vede nuovamente il suo “Augusteo” primeggiare in Italia per numero di presenze. Una notizia, questa, appena ufficializzata dal Giornale dello Spettacolo che, vagliati i numeri, ha collocato lo storicizzato spazio di piazzetta Duca d’Aosta, salvato da un’ingiusta ed ingloriosa fine negli anni Ottanta proprio dalla lungimiranza dello stesso patron Caccavale, al primo posto nella classifica dei teatri italiani con il maggiore numero di spettatori, alla luce di una percentuale calcolata dal 1 luglio al 31 dicembre del 2008 dell’ 89% su 71 rappresentazioni. Un’ ennesima consacrazione, dunque, per il più grande teatro napoletano che, con i suoi 1600 posti, conferma i meriti di una città ancora una volta in primo piano soltanto per le imprese private. Visibilmente soddisfatto per il lusinghiero e prestigioso risultato raggiunto, Francesco Caccavale, tuttavia, anche in questo ennesimo momento di esaltazione per un lavoro incessante e passionale, non perde l’occasione per puntare deciso l’indice contro le cose che secondo lui non vanno per il verso giusto e contro una crisi teatrale determinata da certe scarse attenzioni.
“Vedo crisi in tutta Italia - ha detto il patron dell’Augusteo- per la verità occorrerebbe prestare più attenzione ai teatri che fanno presenze perchè sono solo loro a preoccuparsi del pubblico. Si parla spesso di cultura ma la stessa il più delle volte non viene applicata. Bisognerebbe invece affidarsi ad un ‘sapere’ ben diverso da una cultura che, come termine, visti gli esempi, potrebbe essere quella degli ortaggi.
Cosa andrebbe fatto secondo lei?
“Noi dei grandi teatri dovremmo pensare tanto alle produzioni ma ultimamente, anche se la colpa non è dei dirigenti, il Ministero ci fa passare la voglia. Si dovrebbe stare attenti alle distribuzioni operate dal cosiddetto fondo di sostegno facendo in modo che lo stesso serva soprattutto a quei teatri che portano la gente in sala e non a quelli che non lo fanno. Forse le normative non consentono di prestare attenzione a questo aspetto ma bisogna necessariamente distinguere i teatri che producono spettacoli da quelli che producono solo costi”.
Come osserva l’attuale negativa situazione teatrale in Italia?
“Purtroppo oggi il 70% degli spettacoli proposti vertono sempre sui soliti Shakespeare, Moliére e Goldoni ed a farne le spese è sempre la contemporaneità. Tutto è rivolto a quella che definisco l’eternizzazione del presente. Da noi, ad esempio, si continuano ad ignorare le potenzialità di una Napoli che potrebbe primeggiare nel mondo. Bisogna solo sperare che con la buona volontà e l’impegno ci si possa raddrizzare”.
Qual’è il suo segreto per il continuo successo dell’Augusteo?
“Non c’è nessun segreto. In chiesa va il fedele, allo stadio va il tifoso, in teatro, invece, arriva una specie di bestia a cento teste chiamata spettatore. Cerco sempre di operare un attento studio sul pubblico che provo ad accontentare nelle sue varie fasce con una varietà di spettacoli divisi tra il passatempo e l’impegnato”.
E’ possibile conoscere in anteprima qualche anticipazione sulla prossima stagione?
“ Posso anticipare che in cartellone, presentato dalla Compagnia della Rancia, vi sarà ‘Cats’, uno dei più famosi musical nel mondo ed uno tra i più grandi successi di tutti i tempi per longevità, spettatori ed incassi che, per l’occasione, vedrà in scena degli interpreti napoletani in quanto i provini per il cast sono stati fatti nella nostra città. Ancora, pensando alla musica, credo di poter riconfermare gli applauditi spettacoli di Renzo Arbore, Biagio Antonacci, Fiorella Mannoia e Paolo Conte”.

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di Giuseppe Giorgio
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