Cultura e tempo libero / Mostre

Commenta Stampa

Impression, la mostra di Mario Giacobone


Impression, la mostra di Mario Giacobone
15/12/2011, 09:12

Capua. Museo Civico Arte Contemporanea “Terra di Lavoro” & Cittadella dell’Arte, venerdì 16 dicembre IMPRESSION DI MARIO GIACOBONE a cura di Mario Giacobone Presentazione di Luigi Fusco Inaugurazione venerdì 16 dicembre, ore 18,00

Spazio espositivo: Museo Civico Arte Contemporanea “Terra di Lavoro” & Cittadella dell’Arte – Chiostro dei Carmelitani, Via Asilo Infantile 1 – 81043 Capua (CE) – 0823961030 Titolo dell'evento: “Impression di Mario Giacobone” Datai vernissage: venerdì 16 dicembre 2011 Orario vernissage: ore 18,00 Durata: fino al 23 dicembre Biglietti: ingresso libero A cura di: Mario Giacobone Intervento critico: Luigi Fusco Artisti: Mario Giacobone Genere: arte contemporanea Ufficio stampa: Maria Beatrice Crisci – Email: bcrisci@tin.it Testo Critico: “Impression”

La terminologia anglosassone, storicamente, non è quasi mai stata associata all’ambito delle arti e raramente è stata utilizzata per definire un qualsiasi genere artistico. Al contempo, per la maggiore, sono stati i termini francesi che hanno condizionato fortemente l’etichettatura di una particolare tendenza o forma d’arte. Tali principi sono, però, per lo più legati a visioni passatiste che, non sempre, si accordano con le attuali forme espressive; di contro l’ausilio di una parola come “Impression”, che tradotta in italiano sta a significare “Impressione”, può rendere più accattivante e forse anche più suggestiva l’analisi ed anche la comprensione di una specifica produzione d’arte, specialmente se essa è strettamente correlata alla pittura.
Questo inciso fornisce una opportuna identificazione dell’attuale produzione pittorica di Mario Giacobone, autore già evidenziatosi per i suoi straordinari ritratti di musicisti famosi degli anni Sessanta e Settanta. Non a caso i suoi recenti lavori sono il frutto di una più attenta e meticolosa riflessione sui fenomeni tecnici e figurativi che fecero da fondamento per la nascita, nella seconda metà dell’Ottocento, dell’Impressionismo francese. Il percorso, al riguardo, condotto dal giovane autore capuano è quasi una sorta di parallelismo con quello che venne effettuato, intorno agli Sessanta del XIX secolo, da grandi maestri come Manet, Monet o Degas. Dal realismo, venato di non poche accezioni romantiche, dei ritratti dei noti musicisti rock e jazz alla riscoperta della pittura di paesaggio, Giacobone è riuscito a recuperare uno stile e, contemporaneamente, a rinnovarlo introducendo nei suoi quadri interventi cromatici e materici che sono associabili al “dripping” di Pollock. Si è così i fronte ad un tipo di produzione che dal punto di vista iconografico è trasversale, poiché i soggetti rappresentati non rispondono ad una corrente specifica, ma sono il frutto di una logica creativa che tiene conto solo ed esclusivamente della volontà intellettuale del pittore. In merito, ed anche in maniera involontaria, l’autore ha, per certi versi, risuscitato il principio di negazione dell’importanza del soggetto, portando, sullo stesso piano, generi differenti: quello storico, quello paesaggistico, quello del ritratto e non ultimo quello della “invenzione” informale. Anticonvenziale per eccellenza, ma spudoratamente attratto dalle tradizionali tecniche pittoriche, Giacobone si pone all’attenzione del cultore d’arte mostrando la propria soggettività artistica e svelando le proprie emozioni. Ogni suo dipinto è sempre il risultato di una impareggiabile “maniera” che non esclude colpi vibranti di pennelli e di spatole. I quadri rispondo, poi, a delle logiche trionfalistiche, dove a primeggiare è la stesura del colore, a tempera o ad olio, su superfici uniformi e vibranti come se fossero delle materie vive.

L’artista “impressiona” anche per la sua versatile rapidità di esecuzione; attraverso ampie e decise pennellate è riuscito, specialmente nella recente produzione, a far emergere paesaggi incontaminati, quasi bucolici, in cui filtrano dei messaggi subliminali volti a far scoprire le sue sensazioni e le sue percezioni visive. Sono, difatti, queste opere delle straordinarie prove di pittura dal vero. Luci, ombre, colori vividi, tonalità accecanti sono elementi caratterizzati da una propria natura vigorosa che avvolge, in modo possente, i soggetti dipinti o ritratti, catalizzandone la forma fino a farla poi esplodere tramite una vera e propria accensione della materia cromatica.

Tutto passa e tutto si dimentica, non c’è fondamento come non esiste un punto di arrivo, sono questi i tratti edificanti della ricerca pittorica di Mario Giacobone, giovane, già divenuto maestro, che di certo vorrà continuare ad “impressionare”con le sue opere.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©