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In scena al teatro Bolivar la Piedigrottissima in the world


In scena al teatro Bolivar la Piedigrottissima in the world
03/10/2011, 11:10

Venerdì 7 ottobre 2011, alle ore 21.00, al TEATRO BOLIVAR – Via Bartolomeo Caracciolo detto Carafa, 30 – andrà in scena la kermesse di musica classica napoletana: Piedigrottissima in the world. Per questa quarta edizione si esibiranno: Antonello Rondi, Francesca Marini, Teresa Rocco, Franco Cipriani, Luca Nasti, Laura Grey, Lucia Palmentieri, Mauro Caputo.

L’associazione SKISMOGENESI che ha curato l’organizzazione dell’evento, ha affidato la conduzione a Rosaria Morra. L’orchestra è una ensemble dell’“Accademia di San Giovanni” diretta dal M° Keith Goodman, coreografie della Work dance di Ettore Squillace. La regia televisiva è di Nello Pennino, dallo spettacolo sarà tratta una trasmissione televisiva.

La festa di Piedigrotta, sinonimo nel mondo della Napoli in festa, nel 2011 è totalmente scomparsa dal calendario della città, ma non dal cuore dei napoletani. In un’epoca dove la tradizione e l’identità del popolo napoletano vengono sradicate e distrutte, mentre altri popoli cercano di costruirsi una storia dal nulla e col nulla: la nostra Piedigrotta quest’anno è stata riposta nel dimenticatoio.

Una duttile Rosaria Morra si destreggerà al TEATRO BOLIVAR tra i più rappresentativi cantanti di classica napoletana accompagnati dal M° Keith Goodman e dalla sua orchestra sinfonica “Accademia di San Giovanni” in PIEDIGROTTISSIMA IN THE WORLD.

Filo conduttore dello spettacolo è l’incontro tra la musica classica per eccellenza e la musica classica napoletana in una simbiosi che già di per sé ha le caratteristiche dell’evento unico che proprio per questo sarà ripreso in diretta TV dal regista Nello Pennino. Le ballerine della Work Dance per le coreografie di Ettore Squillace completano il quadro della kermesse destinata ad allietare le serate televisive degli appassionati della classica napoletana presenti in tutto il mondo. La “Piedigrottissima” in the world sarà un’occasione di riflessione sulla scontata circostanza che senza tradizioni non c’è storia e senza storia non c’è un popolo.

Una Napoli che non vuole e non deve morire vede in questo spettacolo musicale l’unico vero tributo a Piedigrotta, la festa che ha accompagnato i napoletani per millenni. Si vuole dimenticare che le due canzoni più conosciute dal genere umano sono “O’ sole mio” e “Torna a Surriento”? Si vuole dimenticare che Piedigrotta ha visto sorgere e tramontare intere civiltà? Si vuole credere di cancellare le radici di un intero popolo e con esso la sua storia in una incessante opera di spoliazione della nostra città?

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di Redazione
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