Cultura e tempo libero / Musica

Commenta Stampa

Ep presentato in esclusiva da Aldo Antonio Cobianchi

In uscita il Cd "Roses&Puppets", del compositore casertano Mauro De Santis


In uscita il Cd 'Roses&Puppets', del compositore casertano Mauro De Santis
13/12/2010, 18:12

Roses&Puppets: questo il titolo del nuovo lavoro discografico - prodotto dalla britannica Keyless - di Mauro De Santis, tra i più noti musicisti e compositori casertani, che può vantare un curriculum artistico e professionale di respiro internazionale. Tanti i suoi brani utilizzati per colonne sonore di seguitissime fiction e film italiani; grande il successo su iTunes con il suo precedente lavoro, “Reload”, che gli ha permesso di farsi conoscere in tutto il mondo; coinvolgenti le sue composizioni, entrate nel repertorio utilizzato dai dj delle più famose discoteche italiane; indiscutibile la sua valenza di pianista classico e jazz, con anni di studio, di approfondimenti, di ricerca. Eppure Mauro ha voluto raggiungere una sua maturità artistica prima di pubblicare un cd (Reload, infatti, non aveva un “formato fisico”: i brani erano acquistabili unicamente attraverso iTunes).
Roses&Puppets, costato 3 anni di preparazione, è, infatti, il suo disco d’esordio, punto d’arrivo di un percorso e di una gavetta complessa - a differenza delle tante, troppe meteore senza spessore, che, ancora agli inizi, scalpitano per pubblicarne uno. Ogni pezzo, scritto, arrangiato e mixato da Mauro, per quanto intriso di urban pop, ha il retrogusto del manufatto di artigianato, intarsiato di jazz, folk, etnica e disco. Musica “discotecara”, commerciale, giovanile eppure realizzata con precisione, meditazione, raffinatezza, tali da rendere i brani espressioni di un nuovo genere d’ambiente, di compagnia, frutto di un background musicale solido e sfaccettato. Se è vero che ormai, con l’ausilio dei moderni programmi informatici, soprattutto questo tipo di musica è espressione di una catena di montaggio di tipo industriale, nel cd di Mauro De Santis la differenza e la distanza dai prodotti definiti sprezzantemente commerciali è nell’aver nobilitato il genere commerciale stesso, ritornando all’antico significato che giustificava la vasta diffusione e il successo con la semplicità e la gradevolezza del prodotto. Concetto di semplicità peraltro quanto mai discutibile, che ricorda la definizione di “giardino all’inglese” espressione di una natura lasciata libera e selvaggia, dove, al contrario, tutto è artificio e intervento dell’uomo. Roses&Puppets non è una lista di brani in serie, note disinvolte seminate qua e là. Tutto è confezionato per ottenere un unico giudizio possibile: piacere o meno. Nulla si può dire sulla tecnica, sulle scelte artistiche, sullo spessore musicale delle composizioni. Il nostro “artigiano della disco” si è, infatti, divertito ad inserire tutta la sua cultura nel campo, con piccole gemme che possono essere colte e apprezzate solo ad un ascolto attento, volutamente - anche qui una scelta matura - non sottolineate, in un mix di puntuale conoscenza delle partiture e tecnologie avanzate, utilizzando sofisticati programmi informatici, che sono parte integrante della composizione musicale. Ad esempio: alcuni brani sono accompagnati da testi cantati (ermetiche frasi in inglese), ma le voci non sono altro che strumenti di un’orchestra, al pari di una chitarra o di un basso; ancora, nel brano Wedding Dance c’è uno sposalizio di culture musicali diverse, un ecumenismo musicale, con sintetizzatori che si accavallano, capaci di creare un’atmosfera surreale e un’aurea meditativa; in Roses&Puppets, che dà il titolo al cd, c’è un voluto andamento zoppicante capace di inventare una sensazione ritmica rotolante; in Electrical Path l’aspetto melodico è coscientemente sacrificato con il ritmo da discoteca, laddove, interpretato da un’orchestra classica, avrebbe mostrato tutto il suo struggente sapore, capace di esprimere quel momento di dolore, di riflessione, quel bisogno di rifugio dalla quotidianità, che ogni composizione artistica, comunque realizzata, racchiude in sé, “casetta sull’albero”per ogni artista, musicista, poeta.
Del resto, già nel titolo c’è un richiamo alla dicotomia immanente nel mondo d’oggi: tutti noi siamo pupazzi, material men, tra scenografie di plastica e di finzione, esaltazione dell’apparenza e culto iconografico; ma, al contempo, dinnanzi ad una rosa, simbolo di spontaneità e di bellezza oggettiva, riusciamo ancora ad emozionarci. Un caos riappacificato dai sentimenti che ci rendono vivi e vitali, ben reso anche nella grafica, splendida, metropolitana eppure elegantissima, con un rosa denso e, allo stesso modo, acquerellato, che si staglia delicato su un nero di forte impatto cromatico e di stile indiscusso; design curato che si origina da una foto di Danila De Santis (un nome che, sono certo, sentiremo spesso in futuro). In questo clima di modernità e tradizione la dedica dell’artista ai suoi genitori, orgoglioso di poterli finalmente omaggiare e ricordare con un’opera certamente lontana dal gusto di quella generazione, eppure da questa scaturito.
I brani del cd sono scaricabili su iTunes in formato Mp3; su Amazon.com, alla voce “cd on demand”, è possibile acquistare il formato classico, confezionato al momento (evitando inutile stoccaggio di cd: anche questo è progresso!).È in corso la distribuzione presso tutti i negozi specializzati.

Aldo Antonio Cobianchi

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©