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In uscita il libro e la mostra fotografica Ti vedo / Mi vedi


In uscita il libro e la mostra fotografica Ti vedo / Mi vedi
28/03/2012, 11:03

In uscita il libro e la mostra fotografica Ti vedo / Mi vedi con le foto degli allievi del corso di fotografia tenuto nel Centro Penitenziario di Secondigliano (NA).
Il Carcere possibile onlus, e l’editore napoletano Rogiosi annunciano la presentazione del volume e la mostra fotografica che si inaugurerà il 2 aprile p.v . alle ore 18,00 presso la Libreria Feltrinelli di Napoli – Via Santa Caterina a Chiaia, 23 –

Ti vedo/ Mi vedi ossia come gli allievi vedevano i loro colleghi e a loro volta come volevano che gli « esterni » e quindi tutti noi li vedessimo, nella assoluta normalita’ di una condizione assolutamente non normale. Il libro e la mostra sono il risultato del corso fotografico di base che si e’ tenuto presso il Centro Penitenziario dal settembre al dicembre 2012 . Il corso si e’ snodato in 10 lezioni che hanno captato l’attenzione degli allievi scelti dalla direzione carceraria portandoli da un livello di non conscenza dell’ apparecchio fotografico alla consapevolezza del mezzo fotografico come strumento di espressione.
Il libro e la mostra si snodano in 3 sezioni : immagini prodotte dagli allievi, immagini di documentazione del corso prodotte da Angela Grimaldi e un composit dei volti degli allievi prodotto da Mario Laporta.

Il volume e la mostra fotografica sono il il risultato di un progetto ideato dal fotogiornalista Mario Laporta dell’ Agenzia Controluce e dall’ Avv. Tommaso Pelliccia del consiglio direttivo del Carcere Possibile Onlus. Il percorso di collaborazione iniziato a settembre prevedeva un corso di fotografia per 15 allievi del centro penitenziario di Secondigliano, fortemente sostenuto dalla Direzione del penitenziario Dott. Guerriero e Dott.ssa Leone ed ha visto impegnati anche , la giovane laureanda in fotografia Angela Grimaldi e il fotogiornalista Carlo Hermann, che hanno collaborato attivamente al progetto.
L’obiettivo: “Trasmettere le basi di una professionalità da impiegare una volta che saranno liberi”. Mario Laporta, tra i più apprezzati fotoreporter napoletani, raccontava il suo primo giorno di lavoro nel penitenziario di Secondigliano: "Sono motivati ed entusiasti, peccato che in carcere abbiano pochissime occasioni per imparare ".
A distanza di mesi Mario scrive nel libro edito da Rogiosi :
“Quando l’ultimo cancello si chiudeva dietro di me Carlo e Angela spingendoci nelle vie di Scampia ci chiedevamo se fossimo stati abbastanza chiari, se avessimo avuto le risposte giuste, se fossimo stati all’altezza delle aspettative.
I nostri allievi questa volta non avevano pagato per sentirsi fotografi, non avevano pagato per
assaporare il romanticismo della professione fotografica o per tentare l’ennesima carta occupazionale, questa volta erano li davanti a noi per imparare un mestiere, come gli antichi apprendisti venivano alle lezioni per apprendere i segreti di una professione per poi tentare di metterli in pratica e vivere con i proventi di essa. Le domande che ci venivano poste erano pratiche, dirette, essenziali: troverò lavoro?
Con i guadagni cosa potrò fare? potrò sostenere la mia famiglia? riuscirò a iscrivere mio figlio
all’univesità? dove potrò chiedere di essere non dico assunto, ma almeno testato?
Ecco, quando l’ultimo cancello era chiuso dietro di noi, ripensando a queste domande, sapevamo di aver esposto bene i nostri argomenti, perchè è dalle domande giuste che ti pongono gli allievi che capisci di essere stato chiaro e aver attirato la loro attenzione.
Poi e’ arrivato il momento di documentare il Centro di compostaggio interno al penitenziario di
Secondigliano. Poco tempo a disposizione, solo due fotocamere per 15 aspiranti fotografi. In gergo fotogiornalistico una “mission impossible!”.
Loro ci sono riusciti, il servizio di documentazione del centro di compostaggio c’e’! Un servizio corale, a piu’ mani, ma qualsiasi quotidiano o magazine non avrebbe nulla da eccepire su cio’ che hanno realizzato gli allievi di questo corso. Come tutte le immagini da loro prodotte nella mostra e in questo libro.

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di Redazione
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