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India al voto per abolire il lavoro minorile e garantire il diritto all'istruzione



India al voto per abolire il lavoro minorile e garantire il diritto all'istruzione
19/12/2012, 12:24

Quova Delhi, 19 dicembre 2012 – In India, il numero di bambini impiegati come forza lavoro è altissimo. Secondo un’indagine dell’Unicef sono circa 28 milioni, tra i 5 e i 14 anni. Il 20 dicembre, il Parlamento indiano voterà una proposta di legge per abolire il lavoro minorile al di sotto dei 14 anni e per garantire il diritto all’istruzione. Per convincere il Governo Indiano ad approvare il Trattato di Abolizione del Lavoro Minorile, Plan International sostiene la petizione lanciata da Gordon Brown, inviato speciale delle Nazioni Unite. Questo momento potrebbe segnare per il Paese la fine di una tolleranza di lunga data nei confronti del lavoro dei minori. Con la proposta di legge al voto, infatti, verranno imposti tre anni di carcere e una multa di 900 dollari a chiunque impieghi bambini di età inferiore ai 14 anni o coinvolga minori di 18 anni in lavori pericolosi.  “Finora i politici indiani avevano resistito all’idea di un divieto totale del lavoro minorile perchè spesso è la necessità di sbarcare il lunario che spinge i genitori a sottrarre ai figli l’istruzione per introdurli nel mondo del lavoro – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia -  Il Child Labor Act, datato 1986,  già vietava ai bambini indiani sotto i 14 anni di lavorare in tutte le industrie pericolose ma ancora oggi sono milioni le bambine che si occupano della produzione di sigarette. Questo voto segnerà una svolta epocale. A lungo termine il Paese potrà beneficiare della formazione dei suoi bambini”.  In India, sono oltre 1,7 milioni i minori che lavorano nell'industria del tabacco. La maggior parte sono bambine e ragazze. Secondo i produttori le loro dita sono più abili nella realizzazione di beedi, sigarette tradizionali indiane arrotolate a mano. Per farlo, utilizzano coltelli affilati e per loro non è prevista alcuna protezione per le mani. Il diritto indiano classifica la lavorazione di beedi, come un lavoro pericoloso ma per le bambine che aiutano i genitori c’è molta tolleranza.  Aliya ha cinque anni, vive a Kadiri, in India. Pensa che arrotolare beedi sia una sorta di gioco che deve imparare in fretta per riuscire a vincere un bellissimo premio. Dal momento in cui si sveglia fino a quando va a letto, la sua giornata si svolge in funzione del lavoro: per guadagnare la misera somma di meno di 2 dollari deve arrotolare almeno 1000 beedi. Lo fa ogni giorno per circa 14 ore.  Ghazala ne ha 17 ma è già madre di tre bambini. Anche lei ha iniziando a lavorare nell’industria del tabacco quando aveva cinque anni. E’ stata costretta ad abbandonare la scuola per contribuire a sostenere economicamente la famiglia.  "Il nostro obiettivo in India è di collaborare con le comunità e il governo locale per assicurare che venga rispettata l’infanzia e garantita l’istruzione – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia Lavorare a contatto con il tabacco comporta enormi rischi per la salute delle bambine. Il loro organismo assorbe grandi quantità di nicotina attraverso la pelle, raggiunti i 40anni rischiano di perdere la sensibilità nelle mani e di non poter continuare a lavorare. Per non parlare delle altre conseguenze, fisiche e psicologiche: tosse, difficoltà di respirazione, mal di testa, spasmi, vertigini, nausea. Oltre a questi spiacevoli effetti, le condizioni di lavoro cui sono sottoposte possono seriamente compromettere il loro sviluppo. Nell'ambito della campagna ‘Because I Am A Girl’, Plan ha lanciato un progetto focalizzato sul lavoro delle bambine in Andhra Pradesh, volto a sostenere soprattutto le bambine coinvolte nella produzione di beedis”Because I am a Girl   ha l’intento di garantire che 4 milioni di bambine e ragazze abbiano accesso ad un’istruzione di qualità e siano sostenute nello sviluppo pieno delle proprie potenzialità. Garantire un’istruzione di qualità a una ragazza, fin da bambina, vuol dire concretamente: ridurre il numero di donne che si sposano e hanno figli quando sono ancora bambine; aumentare il numero di bambine che diventeranno delle adulte istruite e sane; accrescere il numero di donne che diffondono questi principi nella loro famiglia, nella comunità e nel Paese.

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di Redazione
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