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Israel GALVAN presenta a Roma in anteprima per l'Italia il suo ultimo spettacolo LA CURVA


Israel GALVAN presenta a Roma in anteprima per l'Italia il suo ultimo spettacolo LA CURVA
04/10/2011, 17:10

¡Flamenco! 2011presenta ISRAEL GALVÁN  in “La curva” Prima italiana con  Israel Galván (ballo), Sylvie Courvoisier (piano), Inés Bacán (voce), Bobote (percussioni). Mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre, Auditorium di Roma - Sala Petrassi alle 21. Ingresso 30 euro. Nell’ambito della Biennale del Flamenco, Israel Galván riporta sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium di Roma il 5 e 6 ottobre i ritmi coinvolgenti e incalzanti della sua danza e stavolta lo fa accompagnato da una delle più grandi voci di canto gitano contemporanee, Inés Bacán, e dal piano della svizzera Sylvie Courvoisier. Tutti e tre insieme per la prima italiana de La Curva, l’ultimo coinvolgente spettacolo del ballerino sivigliano. La Curva è uno spettacolo in cui convivono musica popolare, musica classica – o contemporanea – e danza. Sin dalla premiere il suo successo è stato lampante. A testimoniarlo, le dodici repliche dello scorso dicembre nel Teatro Vidy di Losanna, quello costruito da Max Hill. La prima tappa del tour europeo del quartetto si è tenuta ad aprile al Teatro Cuyás di Las Palmas de Gran Canaria in occasione della Giornata della Danza per poi fare tappa a Madrid nel Festival Otoño en Primavera. Dopo la performance romana - prodotta in collaborazione con il Cervantes di Roma - sarà la volta di Parigi nel Théâtre de la Ville il prossimo anno.

“La curva nasce dalla mia familiarità con il silenzio”, confessa Galván, “dalla mia necessità di destrutturare i recital flamenchi in cui canto, musica e danza sono intimamente legati. Volevo isolare ciascun elemento, mostrare il silenzio. La curva è anche la seconda parte di La edad de oro. Lì mi confrontavo con un cantaor e un chitarrista, qui con il genere femminile – con due donne –, una voce davvero jonda e una concertista d’avanguardia. Inés e Sylvie fuse insieme, ecco il mio ideale d’artista donna. Ho avuto la fortuna di incontrarle a una svolta del mio percorso artistico. Loro mi hanno aiutato a creare la giusta colonna sonora per questa mia personale ricerca sulla danza, facendomi ballare da Lebrija a New York. In questo viaggio mi accompagna il mio fedele scudiero del ritmo, Bobote.”

Cercare il mistero e l’antichità del flamenco in una Biennale non è missione comoda e scontata. Il ritmo carnale del cante e della danza fanno di questa disciplina un simbolo secolare della cultura e della storia di Spagna ed ecco il motivo per il quale l’Instituto Cervantes di Roma, diretto da Mario García de Castro, coproduce insieme all’Auditorium di Roma 3 eventi speciali della “Biennale flamenco 2011”. Tre appuntamenti sviluppati in sei serate emozionanti che offriranno al pubblico della capitale la magia classica e anche la rivoluzionaria modernità di uno stile d’arte nato in Andalusia e cresciuto attraverso i racconti orali dei gitani analfabeti, le radici dei mori e le storie degli ebrei. Un’avventura che nel novembre di un anno fa l’Unesco ha decretato Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

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di Redazione
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