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A Piscinola è di scena una strega

Janara, al Teatro Area Nord di Napoli, il 3 e 4 dicembre 2011


Janara, al Teatro Area Nord di Napoli, il 3 e 4 dicembre 2011
30/11/2011, 11:11

Sabato 3 (ore 20.30) e domenica 4 dicembre (ore 18) al Teatro Area Nord di Piscinola (via Nuova Dietro la Vigna 20, Napoli) andrà in scena “Janara”, scritto e diretto da Giovanni del Prete. Teatro Golem e Teatro in fabula presentano al Centro polifunzionale di Piscinola questa pièce che è una ricerca antropologica sulle tradizioni del Sud d’Italia, sulle credenze e manifestazioni della cattiveria. La Janara, la strega, fa differenza fra Male e Cattiveria. Il Male è mitico e metafisico, la Cattiveria è quotidiana e materiale. In modo sfrontato la protagonista farà rivivere i momenti salienti della vita di una ragazza, di un uomo e di una bambina, per dimostrare quanto piccole e misere siano le cattiverie delle persone. In scena Francesca Iovine, nel ruolo della Janara, Tommaso D’Avanzo, Silvia Del Zingaro e Lidia Pezzurro. La voce sarà quella di Marilù Poledro e le musiche quelle di Vincenzo Oliva. «Una trama senza trama. Uno spettacolo che, basato su una ricerca antropologica delle tradizioni popolari, sulle credenze e superstizioni del Sud Italia, cerca di far rivivere un passato, ancora presente in alcune zone, anche non remotissime, attraverso la magia della cattiveria, del male.
La janara è la strega, allora, in ogni cosa gioisce della rabbia, dell’insoddisfazione, della zizzania, anche autoreferenziale. Come ogni magia di colore, agisce tramite simulacri umani e ombre, tramite figure e totem vitali, che rappresentano categorie antropiche, simboli di una umanità in cui stillare, a gocce di esperienza, il male. Nell’acronia, i luoghi si confondono diventando uno solo (quello teatrale), l’immaginazione passa da case abbandonate, vecchie, fatiscenti a campagne verdi e fertili, a intimi spazi di gioco per grandi e piccoli. Quindi non necessariamente cupi e bui, proprio perché il male si compie anche sotto la luce del sole, anche attraverso le parole di un bambino, così senza motivo. Riti, ritorni e richiami di un contesto che sfuma, dunque da afferrare non in una sola dimensione, ma in più realtà: possibili interazioni tra episodi che sfogliano la verità di tutti. Narrativamente, il male è un elemento fondamentale, è l’antagonismo, è l’ostacolo oltre il quale c’è la riuscita, la vittoria. In Janara, la catarsi è di segno meno, sfugge a connotazioni morali o religiose, e decide da sé, immagine dopo immagine, l'aura entro cui la manifestazione si consuma. La janara affascina come il male subdolo canta una lingua viva e sprezzante, forte, in una sola parola, "necessaria", proprio come una Janara vorrebbe essere definita».

Per info e prenotazioni: 081 19571331 / 5851096; liberascena@libero.it

 

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di Rosa Vetrone
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