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Il cantante registrerà rigorosamente in Italiano

Jovanotti porta 'un raggio di sole' in Canada


Jovanotti porta 'un raggio di sole' in Canada
07/05/2010, 21:05

Canterà italiano perchè non crede nella traduzione, ma crede tantissimo invece nella forza della musica. Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti ha iniziato la sua tourneé nel Nord America. Piccoli locali, atmosfere intime, sonorità nuove e molto ritmate, e tanta improvvisazione per il ragazzo che cominciò tutto con “È qui la festa”. E che forse sarà invitato al prossimo Festival del Jazz a Montréal



MONTRÉAL – Conquistare le nuove generazioni (e non solo) del pubblico americano cantando unicamente in italiano. Un’impresa eccezionale, quasi folle a sentirne parlare. Ma che diventa realtà quando Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti sale sul palco de L’Astral di Montréal. E prima ancora su quello del Club di Washington, nello storico locale della musica undergrond il Webster Hall di New York, al World Cafe Live di Philadelphia, o al Paradise Rock Club di Boston. E che si ripeterà al Lincoln Hall di Chicago, mentre è costretto ad aggiungere un’altra data a Toronto dove in pochi giorni è sold out, tutto esaurito. E mentre annuncia che forse sarà invitato al prossimo Festival del Jazz.

Rispetto agli altri artisti italiani che quando vanno all’estero cantano le loro canzoni in inglese e in altre lingue fin dall’inizio hai sempre detto che avresti cantato i tuoi pezzi in italiano. Coinvolgere il pubblico inglese in questo modo sarà un’impresa difficile

Più che difficile direi impossibile - ci dice sfoderando un sorriso che vince su tutto – ma il fatto è che io canto e scrivo in italiano. Le mie canzoni sono sempre nate dalle parole. Tradurle è impossibile, trovo che si indeboliscono è per questo che non ho mai creduto nella traduzione. Ma credo nella forza della musica. A meno che un giorno mi dovessi svegliare con in testa una canzone in inglese, d’altronde ho iniziato la mia carriera proprio con un pezzo in lingua inglese, continuerò a cantare anche all’estero in italiano che trovo una lingua bellissima, peccato solo che la conoscano in pochi”

Ad accompagnarlo in quest’avventura non potevano mancare i musicisti che sono con lui da sempre, Saturnino e Riccardo Onori. A cui si aggiungono musicisti brasiliani di alto livello: alla batteria Gil Oliveira che ha suonato con Gilberto Gil, e il percussionista MediaNoite che in Brasile ha collaborato con i più grandi della musica.

L'atmosfera di un concerto di Lorenzo è quella di una festa davanti a poche centinaia di persone dove si crea un tipo di energia diversa da quella dei grandi spazi. Il progetto si chiama Soleluna NY Lab e comprende una ventina di spettacoli, una cosa diversa dal solito concerto dove Jovanotti ha scelto un percorso meno standard, cantando in locali anche molto piccoli, d’improvvisazione con pezzi su basi diverse dalle solite e ritmi molto veloci e tribali. Come tornare a cantare per la prima volta

Prima volta anche a Montréal, che impressione ti ha fatto la città?
“Montréal mi è piaciuta molto. Vengo dagli Stati Uniti e arrivare in Canada è stato un po’ come ‘aprire la pentola’ e fare uscire il vapore nel senso che qui sono tutti più tranquilly, rilassati. E questo lo si vede già quando si arriva alla dogana, appena arrivato mi hanno detto “Enjoy your staying” e io ho risposto “Merci beaucoup, trè jolie”. E poi mi piace tantissimo il fatto che si parli due lingue, il francese e l’inglese”.

E l’inglese Jovanotti lo parla anche molto bene come ha dimostrato all’Università Harvard, dove per più di due ore ha tenuto una lezione universitaria sulla musica e i diritti umani “Music ande Human Rights”. Il primo cantante italiano in assoluto a cofrontarsi con gli studenti della prestigiosa università americana, una bella soddisfazione…

“Ad Harvard dove sono stato invitato a raccontare il mio punto di vista su musica leggera e diritti umani ho parlato quasi solo di emozioni – come ha detto anche dopo la lezione -. Della conoscenza che si acquisisce attraverso le emozioni come qualcosa di diretto e incancellabile. Nessuno può farsi un'idea di cosa siano i diritti umani se prima non vive e non riconosce l'esperienza di essere prima di tutto un umano in un mondo di umani e in questo senso la musica è un mezzo adatto, preciso e anche efficace. E La musica c'entra perche la musica, come dire…lo sa. un musicista all'interno della sua musica fa esperienza di un tipo di utopia realizzata. La musica intesa come luogo dello spirito è uno spazio in cui si realizza un tipo di giustizia che fuori dalla musica non esiste e allora può succedere, anzi succede - conclude Jovanotti - che un musicista, un artista senta il bisogno naturale di colmare quella distanza''.

E sarà proprio la forza della musica a spuntarla…

“Una canzone ha una sua forza al di là se sei famoso o meno” dice Lorenzo che non smette mai di cercare e sperimentare suoni nuovi e che ama guardare alle città del futuro.

“Ora mi piace molta la musica mista eletronica come quella indiana della colonna sonora del film ‘The millionaire’, ma anche Lady Gaga la trovo un’artista molto interessante. Ma comunque amo la musica fatta con pochi mezzi. E le città dove c’è molto futuro, giovani e sotto questo aspetto ho trovato interessante Teheran, dove si fa molta bella musica anche s ein maniera proibita. Ma comunque tutti i posti hanno qualcosa da raccontare, perchè sono convinto che il buon viaggiatore ԰ quello che sa trovare qualcosa di interessante dappertutto. È lo sguardo del viaggiatore a fare i posti”

Come è successo per te a Montréal, una città a cui in qualche modo sei stato sempre legato…
“Già avevo una zia che abitava qui. E quando mio fratello Umberto (morto nel 2007 in un incidente aereo, ndr) è venuto a trovarla mi ha portato un cappellino degli Expo, il primo cappellino della mia collezione. Avevo circa dieci anni, sono quelle cose che ti restano per tutta la vita. Così la prima cosa che ho fatto quando sono arrivato è stata quella di andare in un negozio di sport comprarmi una mazza da basball, una di hockey e un cappellino nuovo degli Expo”.

E per l’America Jovanotti ha pensato al nuovo cd dal titolo "OYEAH" solo per gli Usa e per il mercato internazionale. Un doppio cd al prezzo di un album singolo. Il CD1 conterrà un concerto intero di quelli registrati quest'estate a New York mentre il CD2 conterrà 4 brani inediti realizzati durante una session di tre giorni al Brooklyn Recording Studio. Lo stesso Lorenzo ha definito "OYEAH" come “uno sguardo ravvicinato intimo e selvatico” sulla sua musica e sulla sua arte che mostra il suo lato di performer unico e avventuroso nella ricerca del sound. E che porta “Un raggio di sole” (volendo riprendere il titolo di un suo brano) tutto italiano nel Nuovo Continente.

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di Marina Cappitti (per Il Cittadino Canadese)
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