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Un poeta, un pittore, un musicista e un filosofo

La bohème di Giacomo Puccini


La bohème di Giacomo Puccini
21/07/2011, 09:07

La bohème è un’opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.

La vicenda si svolge nella Parigi del 1830. E’ la vigilia di Natale e il pittore Marcello e il poeta Rodolfo tentano di scaldarsi con la fiamma di un caminetto che alimentano con il legno di una sedia e la carta di un poema scritto da quest’ultimo. Giunge il filosofo Colline, che si unisce agli amici. Poi, il musicista Schaunard entra trionfante con un cesto pieno di prelibatezze e la notizia di aver finalmente guadagnato qualche soldo. I quattro bohèmiens decidono di andare al caffè Momus. Rodolfo si attarda un po’ in casa, promettendo di raggiungerli appena finito l’articolo di fondo per il giornale “Il Castoro”. Ad un tratto Rodolfo sente bussare alla porta. Una voce femminile chiede di poter entrare. E’ Mimì, una giovane ricamatrice, sua vicina di casa, le si è spento il lume e cerca una candela per poterlo riaccendere. Una volta riacceso il lume, la ragazza si sente male: ha la tubercolosi. I due si innamorano e lasciano insieme la soffitta alla volta del caffè Momus per raggiungere gli altri bohèmiens. Al caffè si presenta anche Musetta, una vecchia fiamma di Marcello, che lo ha lasciato per tentare nuove avventure, accompagnata dal vecchio e ricco Alcindoro, consigliere di Stato. Riconosciuto Marcello, Musetta fa di tutto per attirare la sua attenzione, esibendosi, facendo scenate e infine, cogliendo al volo un pretesto, il dolore al piede per una scarpetta troppo stretta, si scopre la caviglia. Marcello non può resisterle e i due amanti, riconciliatisi, fuggono insieme agli altri amici, lasciando il ricco amante di Musetta con la scarpa in mano e il conto da pagare.

Nel terzo quadro siamo nel mese di Febbraio. La vita in comune si è rivelata ben presto impossibile. Le scene di gelosia fra Marcello e Musetta sono continue, come pure i litigi e le incomprensioni fra Rodolfo e Mimì. Mimì è gravemente malata e si spegne dolcemente nella soffitta dove nacque l’amore per Rodolfo. Apparentemente assopita nessuno si avvede della sua morte. Il primo ad accorgersene è Schaunard, che lo confida a Marcello. Nell’osservare gli sguardi degli amici, Rodolfo si rende conto che è finita e, ripetendo straziato il nome dell’amata, l’abbraccia piangendo.

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di Rossella Saluzzo
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