Cultura e tempo libero / Enogastronomia

Commenta Stampa

La Coldiretti campana sollecita interrogazioni parlamentari e va al Brennero a tutela del Made in Italy


La Coldiretti campana sollecita interrogazioni parlamentari e va al Brennero a tutela del Made in Italy
02/12/2013, 17:08

NAPOLI - Coldiretti Campania scende in campo a tutela del Made in Campania. Lo fa sensibilizzando e contribuendo all’elaborazione, i parlamentari campani per la presentazione in queste ore di interrogazioni al Governo per sollecitare, insieme ad interventi per fronteggiare  i gravi danni d’immagine provocati dall’allarmismo mediatico della vicenda  della Terra dei Fuochi al pregiato Made in Italy e, in particolare, a quello agroalimentare che rappresenta più del 17% del PIL  con circa 53 miliardi di euro provenienti dal settore agricolo, misure e azioni con specifico riferimento al settore del commercio. Il fine è quello di tutelare il prodotto di prevenire le pratiche fraudolente o ingannevoli, ai danni del Made in Italy o, comunque, ogni altro tipo di operazione o attività commerciali in grado di indurre in errore i consumatori e, ancora, la più ampia trasparenza delle informazioni relative ai prodotti alimentari ed ai relativi processi produttivi e l’effettiva rintracciabilità degli alimenti  nazionali e di assicurare il rispetto, da parte della Commissione europea, del termine del 13 dicembre 2013, imposto dal regolamento n.1169/2011/CE, per l’attuazione dell’obbligo di indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza.
I coltivatori e gli allevatori campani manifestano, inoltre, contro le produzioni agricole importate e spacciate come italiane e destinate a finire in tavola senza alcuna informazione e certezza di sicurezza a danno di consumatori e imprese.
A centinaia si sono mobilitati con Coldiretti per scendere in piazza mercoledi 4 dicembre dalle ore 9,00 insieme ad altre migliaia di allevatori e coltivatori della Coldiretti provenienti da tutte le Regioni, anche con i loro trattori, per presidiare il valico del Brennero nell’ambito della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”. Lo scopo è difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. Il campo base è all'area di parcheggio “Brennero” al km 1 dell'autostrada del Brennero – direzione sud (Austria-Italia).
“Bisogna sapere cosa arriva e dove va a finire”, “Chi acquista ha il diritto di sapere se quello che compra è veramente fatto in Italia”, “I formaggi si fanno con il latte, non con la polvere”. “Subito l’etichettatura di origine obbligatoria”: questi alcuni degli slogan dei manifestanti Coldiretti che confermano l’esigenza di sempre maggiori e più accurati controlli.
Autobotti, camion frigo, container saranno verificati dagli agricoltori e dagli allevatori per smascherare il "finto Made in Italy" diretto sulle tavole in vista del Natale, all’insaputa dei consumatori per la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti. Attraverso il valico Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri ma anche milioni di cosce di maiale per fare i prosciutti, conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e altri prodotti che, come dimostra il dossier elaborato dalla Coldiretti per l’occasione,  sono destinati, attraverso aziende agroalimentari italiane, a finire in tavola senza alcuna informazione ai consumatori e stanno provocando la chiusura delle stalle e delle aziende agricole con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Il presidente della Coldiretti Campana Gennarino Masiello  insieme al presidente nazionale Roberto Moncalvo guiderà il presidio che si svolgerà in stretta collaborazione con le forze dell’ordine presenti in frontiera.
“Oltre ad ingannare i consumatori, si tratta di una concorrenza sleale nei confronti dei produttori che utilizzano esclusivamente prodotto fresco. Noi ci confrontiamo con il mercato producendo con tutte regole ma siamo insidiati da importazioni che ci danneggiano con un furto di identità e di immagine abusando del valore aggiunto del Made in Italy – ha affermano il presidente e il direttore della Coldiretti campana Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo. Coldiretti intende andare fino in fondo per fare chiarezza e creare le condizioni di riconoscibilità della produzione  consentendo di distinguere quella delle nostre aziende  che hanno scelto la strada della responsabilità e della qualità e quella importata e italianizzata  a danno di consumatori e imprese”- hanno detto  Masiello e Sorbo.  
Attraverso il Brennero e i porti, giungono in Italia e in Campania migliaia di tonnellate di latte, prosciutti, olio, prodotti ortofrutticoli e di concentrato di pomodoro.
In particolare per il latte Coldiretti Campania evidenzia l’incremento delle  importazioni che si è avuto nell’ultimo anno, oltre che di latte a lunga conservazione, prevalentemente di prodotti semi-lavorati: cagliate, polvere di latte, caseine e altri con il conseguente rischio per la genuinità e la sicurezza del prodotto campano. L’import campano di latte si è attestato  con un aumento di circa il 15% rispetto allo scorso anno  a circa  2 milioni e 500 mila quintali per produzioni equivalenti del latte (latticini, formaggi ed altro) di circa 5 milioni di quintali  importati da circa 50 aziende da 20 paesi. In prevalenza da Germania, Austria, Francia, ma anche da Romania, Lettonia e Estonia, Lituania.
Due formaggi  su quattro non sono fatti con latte italiano ed uno su quattro non è fatto neanche con latte, ma bensì con polvere e paste filate che provengono spesso dai paesi dell’Est Europa. Così   una bottiglia su due che troviamo sugli scaffali della GDO non contiene olio italiano, ma nascondendosi dietro blasonate marche commerciali contiene  olio estero, spesso raffinato, tagliato e imbottigliato come italiano ha ribadito la necessita di garantire la trasparenza dell’origine con l’etichettatura obbligatoria. Sono, inoltre, oltre 30 i milioni di Kg di ortofrutta che sono giunti nel solo periodo gennaio – settembre del 2013 al porto di Salerno, carciofi, patate, carote, meloni, limoni, mele, kiwi, uva, pesche, albicocche, fragole, nocciole, cocomeri, lattughe che oltrepassata la dogana di via Ligea diventano made in Italy, mentre con un aumento del 17 per cento, nel 2013, per un totale di circa 120 milioni di chili, pari al 15 per cento della produzione di pomodoro fresco italiana destinato alla trasformazione, sono  le importazioni di concentrato di pomodoro cinese giunti in Campania  per la preparazione di conserve destinati ai mercati europei utilizzando la nostra effige tricolore.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©