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Il Tg fa analizzare una riproduzione della lettera di Shepp

La figuraccia del Tg5 sul caso delle due gemelline scomparse

Interpellati i grafologi, ma la carolina era un fac-simile


La figuraccia del Tg5 sul caso delle due gemelline scomparse
25/04/2011, 19:04

La notizia, che ha del clamoroso, è stata riportata anche da Kataweb e parla di una figuraccia che il Tg5 avrebbe collezionato in merito al triste caso delle gemelline svizzere scomparse e del loro papà, Matthias Schepp, morto suicida.
Rifacendosi ad una cartolina scritta da Schepp alla madre delle due bimbe, degli esperti grafologi interpellati dal telegiornale mediaset hanno tentato di definire i tratti psicologici dell'uomo attraverso una perizia calligrafica.
Peccato che l'intero lavoro degli esperti sia stato effettuato su una semplice riproduzione della lettera originale, realizzata dal grafico del noto programma di rai 3 "Chi l'ha visto". La missiva originale, come del resto era semplice intuire anche per i più distratti, era infatti scritta in lingua tedesca. Chi l'ha visto ha così tradotto il contenuto originario e, grazie all'utilizzo di un programma di grafica computerizzata, riprodotto una cartolina fac-simile virtuale poi diffusa durante la trasmissione.
Dal Tg5 hanno così pensato di far analizzare quella riproduzione virtuale dalla grafologa Candida Livatino. La Livantino si è prodotta in una serie di considerazioni riguardo elementi calligrafici che, naturalmente, essendo frutto di semplici font virtuali, non potevano appartenere in alcun modo a Shepp e non potevano quindi rivelarne la personalità e/o le presunte turbe psichiche.
Dal programma di Rai Tre hanno così deciso di contestare (e smontare) il goffo servizio realizzato dalla Mediaset in diretta; precisando appunto che la "famosa" cartolina scritta dal padre suicida ed analizzata dagli esperti, in verità non era altro che un fac-simile riprodotto al computer. Come prevedibile, sul web sono fioccati commenti sarcastici e satirici rivolti al telegiornale di punta delle televisioni di Silvio Berlusconi.
Del resto, anche la stessa esperta, ha incredibilmente dato per scontato che uno svizzero del cantone tedesco scrivesse alla moglie in italiano e non nella sua lingua madre; addentrandosi in una dietrologia psicologica che, data la situazione, è apparsa più che ridicola e frutto di una superficialità d'analisi imbarazzante. Un brutta botta in termini di credibilità generale per la grafologia, insomma, con la quale Livatino dovrà probabilmente fare i conti.

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di Germano Milite
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