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Nuovo attacco alla tv di stato

La fine della Rai?


La fine della Rai?
21/07/2009, 15:07

C'è un funerale che si sta celebrando da tempo. Un funerale di cui, tranne rare ma importanti eccezioni, nessuno parla abbastanza. Il requiem che si sente in questi giorni è quello dedicato ad una televisione che una volta poteva definirsi pubblica (o di stato) e che, oggi, sarebbe più giusto rinominare "Raiset". Da diversi anni, le tv Berlusconiane, rosicchiano ascolti e quindi introiti alla televisione pubblica e, in questi ultimi mesi, si sta consumando una sorta di attacco finale che, partendo dai vertici dell'azienda, mira ad un totale stravolgimento delle più elementari regole aziendali e all'annegamento di qualsiasi piano strategico.
Dopo l'annichilimento dei tg di rai uno e rai due e l'attacco ripetuto al tg3 e alla sua strozzata e comunque limitata autonomia d'informazione, ecco che in casa Rai arriva anche la nomina di un direttore generale ombra e una forzata quanto assurda alleanza (nella quale però la Rai reciterebbe il ruolo di subordinata) con la Mediaset. In liquidazione, dunque, non c'è solo una grande e storica impresa italiana ma anche quella residuale, spesso già inesistente libertà d'informazione che dovrebbe bilanciare lo strapotere mediatico del Premier. Scivoliamo giornalmente in un baratro che pare non avere fondo e restiamo silenti e intontiti all'approccio mononeuronale che ci impone chi gestisce il potere. La storia è sempre la stessa: un grande baluardo della storia italiana agonizza e nessuno se ne interessa...

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di Germano Milite
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