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Le bizzarre teorie di Sophie Herfort, ricercatrice francese

“La Gioconda era un travestito. Leonardo un gay”


“La Gioconda era un travestito. Leonardo un gay”
07/11/2011, 21:11

PARIGI - La Gioconda era un travestito. Torna in auge questa teoria e a dare la sentenza, sicuramente shock, è una ricercatrice francese, Sophie Herfort, che ne parla nel suo libro appena pubblicato. Se la Gioconda fosse davvero Lisa Ghedini, la moglie di Francesco del Giocondo, allora perché il dipinto non è mai appartenuto a quest’ultimo? E perchè tra gli appunti del grande genio del Rinascimento non viene mai menzionato nè questo quadro né chi lo ha commissionato? E ancora, perchè‚ il maestro toscano non si è mai voluto separare dal ritratto di Monna Lisa, tanto da portarlo con sé in Francia, alla corte di Francesco I? Sono queste le domande che Sophie Herfort, giovane professoressa e ricercatrice in Scienze dell’arte all’Università Sorbona di Parigi, si pone nel libro, dopo quattro anni di ricerche tra Francia, Italia e Stati Uniti. Un libro, va da sé, destinato a far discutere non poco.
Salai, alias Gian Giacomo Caprotti, giovane allievo e musa di Leonardo, per la Herfort, infatti, non fu semplicemente il modello della tavola, come aveva già ipotizzato il ricercatore italiano Silvano Vinceti. Ne fu anche il vero soggetto. Era proprio lui, secondo la tesi della Herfort, che Leonardo si era divertito a rappresentare: il suo amante, vestito da donna, ovvero con quegli stessi abiti femminili, tra mantelline di pelliccia e autoreggenti rosa, che Salai indossava di solito fra le mura domestiche. Il quadro venne poi ulteriormente “femminilizzato”, con il velo sui capelli e un decoltè più accentuato. Per quale ragione? Per paura della censura assicura la ricercatrice: “al tempo l’omosessualità era punita con il rogo - spiega la Herfort - e Leonardo era scampato nel 1477 una condanna per atti immorali per avere partecipato a una sodomia di gruppo con altri artisti”.

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di AnFo
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