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La Giselle 'operaia' di Enzo Celli domani sera al Teatro Delle Palme


La Giselle 'operaia' di Enzo Celli domani sera al Teatro Delle Palme
19/03/2012, 12:03

Napoli, 19 marzo 2012 Ultimo appuntamento per gli abbonati di “Classic No Classic”, la rassegna dedicata alla rivisitazione dei titoli cardine del repertorio di balletto promossa al Teatro Delle Palme dal CDTM - Circuito Campano della Danza, diretto da Mario Crasto De Stefano, nell'ambito del cartellone QUELLI CHE LA DANZA. Domani, martedì 20 marzo, la compagnia Botega porta in scena la “Giselle” nella versione contemporanea ideata dal coreografo Enzo Celli: una trasposizione del balletto romantico per eccellenza che riporta la ‘sognante’ e ‘ingenua’ protagonista nel contesto di una comunità operaia ‘soggiogata’ dalla fabbrica e dal mercato, capace di inaridire gli animi più del tradimento e della delusione d’amore.

LO SPETTACOLO Definito “la sintesi del balletto romantico”, la commovente vicenda di “Giselle” trova nella rilettura di Enzo Celli nuovo vigore e nuovi significati. Fedele al proprio linguaggio contaminato e poliedrico, il coreografo mette in scena un’opera sui generis, in cui il suo personalissimo stile si fonde in un unico linguaggio poetico e raffinato che rende i personaggi canonici della Giselle di repertorio uno ‘strumento’ per raccontare aspetti controversi della società contemporanea, sebbene ‘vaporizzata’ in una rappresentazione immaginaria, in un continuo rimando tra tradizione e contemporaneità che ha reso questo spettacolo tra i più amati delle ultime stagione di balletto e che ha riscosso grande successi nei più prestigiosi teatri d’Italia e del mondo.

Ci si trova di fronte a un vero e proprio remake della “Giselle”, che conserva però la struttura in due atti, ma viene ambientato in uno spazio scenico-temporale più o meno astratto e più o meno contemporaneo, volutamente indefinito, in un paese regolato dalla vita di una grande fabbrica che rappresenta il nucleo delle relazioni e del lavoro per i personaggi. La popolazione di questo paese immaginario si divide in due grandi caste, quella degli operai e quella dei politici e dei dirigenti, nelle cui mani si concentrano i destini di questa piccola comunità che ha il suo unico fulcro nella fabbrica e che pertanto finisce per essere assoggettata e affascinata dal potere. Ma quando le società sostituiscono la cultura con l’economia, i teatri con le fabbriche, i musei con i centri commerciali, inevitabilmente ci si incammina su una strada che non può far altro che indebolire le coscienze, rendendole fredde, aride, confuse dall’equivoco tra vivere ed essere in vita.

In questo contesto, la ‘piccola segretaria di fabbrica’ Giselle non può che essere irrisa per il suo anelito romantico, quasi unica traccia di calore umano dal sapore antico in una società dominata dal profitto, e non può che pagare lo scotto della sua anima fragile, finendo per essere condotta in una prigione femminile e condannata a morte. Un destino che questa Giselle operaia affronterà con il coraggio di una regina, mostrando a tutti che la statura di un uomo non dipende dal suo rango.



IL COREOGRAFO E LA COMPAGNIA Questa “Giselle” trova perfetta incarnazione nell’energia e nell’interpretazione dei ballerini della compagnia Botega - Elisabetta Minutoli, Alessandro Pustizzi, Mattia De Virgiliis, Francesco Di Luzio, Federica Galimberti, Giovanni ”Gava” Leonarduzzi, Laura Ragni - fondata proprio da Enzo Celli, che di questo spettacolo cura regia e coreografie, nel 1995, ad appena 23 anni. Giovanissimo, Celli si avvicina al mondo della danza con l’hip hop, disciplina nella quale si forma da autodidatta, coniugando l’interesse per il movimento con la passione per il teatro. Da qui la scintilla che lo porta a fondare i Botega, mentre si fa strada nel mondo della danza contemporanea collaborando, tra gli altri, con Carla Fracci, Daniel Ezralow, Lindsay Kemp. Dal 2008 si divide tra l’Europa e New York, dove tiene workshop al D.N.A. e si esibisce con la sua compagnia. (www.botega.it).

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di Claudia Annunziata
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