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A cura di Pasquale Iorio, Ediesse, 9 marzo 2011

La lotta contro le mafie come narrazione collettiva


La lotta contro le mafie come narrazione collettiva
08/03/2011, 15:03

La lotta alle mafie è una narrazione collettiva, perché la cultura mafiosa isola e colpisce i suoi avversari lasciati soli, come ricorda Giovanni Falcone quando lamenta l’isolamento istituzionale . “Narrazione” perché la medesima cultura mafiosa alligna e prospera negli anfratti dell’omertà, non a caso diventata parola-simbolo delle mafie nell’immaginario collettivo. Narrazione come quella dei giornalisti dell’Ora o della Radio Aut di Peppino Impastato o ancora di Giancarlo Siani del Mattino di Napoli, tutti condannati a morte dalle mafie proprio per l’insopportabilità della parola.
Narrazione collettiva, dunque, come doppia sfida alla cultura mafiosa, prima ancora che alle mafie stesse, quella cultura che è, ancora Falcone, “contiguità morale” tra mafia e non-mafia e che è quindi a maggior ragione più insidiosa, se mai possibile, dell’adesione aperta.
Il lavoro di Pasquale Iorio ha tre distinte benché interrelate chiavi di lettura. La prima

è il contenuto stesso del libro. La seconda è la sua narrazione itinerante. La terza è la

narrazione sulla narrazione. Tutti e tre i modi di leggere l’opera riportano all’idea di

narrazione collettiva . Il Sud raccontato nel libro è già di per sé una testimonianza di

un percorso altro, possibile proprio perché reso reale e concreto, di affermazione di

giustizia sociale e diritti di cittadinanza, come sottolineato da Luigi Ciotti nel suo

intervento in questo volume

Nell’epoca dei social network virtuali la tessitura paziente di un reticolo reale di parole e di ascolti rappresenta un esperimento straordinario. La costruzione collettiva di questo volume, la pluriformità delle visuali d’osservazione, la ricchezza del dibattito generato e delle intelligenze mobilitate, la varietà dei luoghi delle discussioni, delle generazioni coinvolte, la fatica del narratore itinerante, la mobilitazione degli ospiti e delle istituzioni ospitanti, la convivialità e la buona disposizione al confronto rendono l’esperienza del Sud che resiste visto dagli altri una “buona pratica”, sia come contributo alla resistenza contro la cultura mafiosa, sia come restituzione della dignità ad un popolo oppresso, sia come, infine, metodologia efficace di produzione collettiva di conoscenza, tre motivi per considerare il lavoro di Pasquale Iorio come, semplicemente, indispensabile.

Hanno contribuito in modo concreto alle spese di stampa, produzione e distribuzione,
con acquisto di copie del volume, i seguenti enti ed imprese:

Aislo – Associazione Italiana per lo Sviluppo locale
Banca Etica
CGIL Campania e Caserta – Filcams Campania
Confesercenti Campania e Caserta
Consorzio Agrorinasce
Consvip – Fosvi – Protom
CSV Assovoce
NOI – Napoli Open Innovation
Ires e Smile Campania
Indesit Company
Arci Nazionale - Libera Puglia
OBR Campania
Poliedra
Libera Caserta e Comitato don Diana

Con il patrocinio ed il sostegno delle seguenti istituzioni:

– Regione Puglia
– Comune di Bari
– Camera di Commercio di Caserta
– Università di Camerino
– SUN - Seconda Università di Napoli, Facoltà di Economia e di Psicologia

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di Redazione
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