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Organizzazioni culturali e culture artistiche

La produzione culturale - uno studio di Diane Crane


La produzione culturale - uno studio di Diane Crane
15/09/2010, 09:09

Che cos’è la cultura? Il sociologo americano R. A. Peterson sostiene che la cultura consiste di quattro tipi di simboli: valori, norme, credenze e simboli espressivi (tutti gli aspetti della cultura materiale, dalla svastiche al combattimento dei galli, che direttamente rappresentano credenze e presuppongono valori e norme. La cultura è dunque come una cassetta degli attrezzi, composta di veicoli simbolici di significato, comprendenti credenze, pratiche rituali, forme artistiche e cerimonie. Non è più possibile una rigida separazione tra cultura elevata e cultura popolare. Nella società postmoderna di oggi, è l’arena culturale invece che l’alta cultura, a porre gli standard della cultura e plasmare il gusto popolare. E’ necessario, quindi, sostituire le vecchie espressioni di cultura alta e cultura popolare. E’ più utile pensare alla cultura distinguendo tra quella prodotta dalle industrie culturali nazionali e quella prodotta nelle subculture urbane, compresi i diversi mondi dell’arte e le subculture etniche. 
Non esiste cultura al di fuori dei contesti in cui viene prodotta, trasmessa e consumata: punto di partenza di ogni discorso sulla cultura resta dunque l’organizzazione sociale della produzione culturale, che negli ultimi decenni è profondamente mutata. Le vecchie teorie della cultura di classe si sono rivelate inadeguate a spiegare i vistosi fenomeni connessi con la civiltà televisiva di massa. Come sono organizzate le industrie culturali? Quali sono i rapporti tra culture e subculture? Questi e molti altri sono gli interrogativi che Diana Crane, docente di sociologia all’Università della Pennsylvania e una studiosa tra le più autorevoli nel campo della sociologia non solo della cultura popolare e dell’arte, ma anche della scienza - si pone nel volume “La produzione culturale”, Società editrice Il Mulino, non tralasciando di segnalare i rischi di un possibile inaridimento delle fonti di innovazione culturale. Crane esamina il ruolo delle istituzioni pubbliche nella regolazione dei mercati culturali nazionali e internazionali, specie di fronte al peso crescente dei grandi oligopoli privati e delinea le implicazioni della globalizzazione delle industrie culturali.

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di Rossella Saluzzo
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