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La RAI sposta Ballarò, non deve intralciare il megaspot di Berlusconi



La RAI sposta Ballarò, non deve intralciare il megaspot di Berlusconi
13/09/2009, 20:09

Quello che sta avvenendo a Viale Mazzini avrebbe dell'incredibile, se fossimo in un Paese democratico. Era stato annunciato da tempo l'inizio della nuova stagione del programma Ballarò, su RAi3, condotto da Giovanni Floris, per martedì 15 settembre. Era stata fatta anche la conferenza stampa di routine. Improvvisamente il controordine: l'inizio del programma slitta, ordine del vicedirettore Antonio Marano (uno degli esponenti della destra che governa il Paese). Motivo? "Valorizzare un momento importante del Paese". Qual è il momento importante per il Paese? Il megaspot che si sta allestendo per il 15 settembre, quando verranno consegnate ad alcune centinaia dei terremotati di L'Aquila le chiavi delle loro casette prefabbricate (mentre diverse migliaia sono state costrette ad andare, praticamente deportate, a decine di chilometri di distanza, dopo essere stati letteralmente sbattuti fuori da un giorno all'altro dalle tendopoli, ndr), ad opera nientemeno che del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ovviamente si tratta - appunto - di uno spot che serve a nascondere tutte le carenze in cui vivono e hanno vissuto i terremotati abruzzesi, ma proprio per questo a Berlusconi serve campo libero: persino Mediaset per martedì sera ha previsto una programmazione degna del 15 agosto, cioè meno di niente. Quindi figuriamoci se, mentre Berlusconi fa il suo monologo in prima serata, dal suo cameriere preferito Bruno Vespa, a "Porta a Porta", può essere possibile allestire una trasmissione che sia meno faziosa e schierata del programma di Vespa. Un programma che è stato allestito già da due settimane, con inviati che, per quanto "embedded" (termine che indica quei giornalisti che vanno al seguito degli eserciti e documentano solo ciò che gli viene indicato, ndr), comunque possono dare una visione delle cose non perfettamente allineata alle parole del premier. E quindi, a scanso di equivoci, via Ballarò dal palinsesto; e buonanotte a tutti coloro che pensano che in Italia ci sia ancora libertà di stampa e libertà in generale.


La reazione di Floris, come si può vedere dal video allegato, è stato di stupore e nervosismo. Ha dichiarato l'atto immotivato, dato che si sapeva tutto da tempo e quindi cambiare i palinsesti a 48 ore dalla messa in onda del programma è una scelta non consona alla programmaizone aziendale.

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di Antonio Rispoli
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