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LA RIGENERAZIONE DI SVEVO AL TEATRO BELLINI


LA RIGENERAZIONE DI SVEVO AL TEATRO BELLINI
06/12/2008, 11:12

Martedì 9 Dicembre alle ore 21,00

al TEATRO BELLINI di NAPOLI

Gianrico Tedeschi

in

La Rigenerazione

di Italo Svevo

con Valeria Ciangottini e Fulvio Falzarano

regia Antonio Calenda

Gianrico Tedeschi, grande maestro della scena teatrale italiana, è il protagonista della bella commedia di Italo Svevo, novità del 2008 presentata dalla compagnia goriziana A. Artisti Associati in collaborazione con Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

Il progetto è stato affidato all’esperta regia di Antonio Calenda, fortemente affascinato dalle potenzialità anticipatrici del pensiero di Svevo, spesso complesso e tortuoso ma sempre profondamente poetico, dalla sua scrittura densa di significato e percorsa da ricche e mai scontate vene d’umorismo.

La Rigenerazione, l’ultima e probabilmente la più riuscita delle opere di Svevo, è infatti una commedia brillante, lievemente surreale, animata da splendide figure legate alla realtà della Trieste del primo Novecento; un testo che può essere definito uno dei più grandi romanzi psicanalitici dell’ultimo secolo, al centro del quale c’è l’uomo in crisi, l’uomo colto in tutta la sua fragilità e in tutta la sua incapacità nell’affrontare le cose della vita.

Perfetto emblema di tutto ciò è il protagonista del testo, cui dà voce un grandissimo, ironico, raffinato e sagace Gianrico Tedeschi, che fin dalle prime rappresentazioni della pièce ha ottenuto dalla critica nazionale le più lusinghiere parole per l’interpretazione resa in questo ruolo impegnativo e brillante, che va a coronare la sua ricca e lunghissima carriera.

La Rigenerazione, ricco di implicazioni psicologiche e culturali, si incentra sull’ultrasettantenne Giovanni, il quale intende sottoporsi a un intervento chirurgico che lo ringiovanisca, non tanto per un mero rifiuto della vecchiaia quanto per un forte bisogno di evadere dal rigore soffocante del suo matrimonio e dal conformismo borghese della sua vita. Una volta riacquistata l’energia vitale, però, Giovanni prenderà coscienza delle sue responsabilità e deciderà di restare al suo posto di pater familiae.

Antonio Calenda ha ambientato la pièce in uno spazio essenziale che rimanda a un interno borghese, pronto costantemente a "destrutturarsi" nella evanescente materia del sogno; altra peculiarità della commedia è infatti una dinamica costante che sposta l’azione fra la realtà e una dimensione onirica atta a svelare i desideri e le inquietudini del protagonista.

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di Redazione
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