Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

Ecco l'identikit del mammo di oggi

La rivincità dei papà italiani

E in Francia nascono le aziende papà-compatibili

La rivincità dei papà italiani
16/02/2012, 13:02

La rivincita dei papà. O meglio, dei “Padri High Care”, come li ha definiti uno studio appena pubblicato sull’Osservatorio Isfol da una sociologa spagnola, ricercatrice all’università di Madrid. Secondo lo studio, effettuato esclusivamente sugli uomini italiani, il papà perfetto si aggirerebbe principalmente nel Centro Nord, avrebbe tra i 30 ed i 35 anni, un buon titolo di studio e figli molto piccoli avuti da una compagna in carriera. Ebbene, secondo la sociologa Tiziana Canal, l’88% dei corrispondenti a questo identikit gioca con i figli, li accompagna a scuola, li lava, li veste e cucina per loro. Nel 68,3% dei casi fa anche la spesa; aiuta nelle faccende domestiche il 37,5% delle volte e mette a letto i pargoli (25%). Sono i papà di oggi. Ben diversi da quelli di ieri che, sì provvedevano alla famiglia essendo principalmente il loro salario quello che gli permetteva di mantenere il nucleo familiare, ma che tra le quattro mura ricoprivano il ruolo intoccabile del capo famiglia. Specchio di una società, e di rapporti tra uomini e donne, totalmente mutati e che hanno mandato all’aria i canoni tradizionali sui ruoli dei singoli componenti della famiglia. Il “mammo” moderno, infatti, è tanto più collaborativo quanto più la sua compagna è impiegata e forte economicamente. Addirittura, come pubblicato sull’Economist qualche tempo fa, i papà che si affacciano al mondo del lavoro valuterebbero la variabile della genitorialità. Ovvero di quanto e come l’impegno lavorativo potrebbe sottrarli al loro mestiere di padre. Esattamente come fatto le madri sin dall’inizio dei tempi. Un andamento che in Francia è già diventato rivoluzione. Esattamente due anni fa, quando Jerome Ballarin, presidente dell’Observatoire de la Parentalitè en Entreprise, insieme con i sindacati e Confindustria francese, ha fatto approvare una Carta per valorizzare la paternità nei luoghi di lavoro. Da allora 350 sono state le società che hanno aderito e che hanno ricevuto per questo il bollino di aziende “papà-compatibili”, come definite dallo stesso Ballarine. E così via a congedi parentali divisi equamente tra uomini e donne ai permessi per poter partecipare ai corsi pre-parto.

Commenta Stampa
di Veronica Riefolo
Riproduzione riservata ©