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Agricoltura

La scuola italiana di potatura della vite in Campania

Dal 13 al 15 gennaio all’ Azienda Feudi di San Gregorio

La scuola italiana di potatura della vite in Campania
05/01/2011, 12:01


SORBO SERPICO (Av) - La Scuola Italiana di Potatura della vite, itinerante e unica nel suo genere non solo in Italia ma a livello internazionale, sceglie la Campania fra le sue sedi italiane e dal 13 al 15 gennaio tiene i suoi corsi presso l’ Azienda Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico (Av), con il patrocinio dell'Istituto Agrario “De Sanctis” di Avellino. Istituita dai due tecnici friulani Marco Simonit e Pier Paolo Sirch, i Preparatori d’uva, dopo oltre 20 anni di lavoro sperimentale nei vigneti di tutt’Italia, é un centro di formazione permanente. Una scuola itinerante, con sedi nelle 7 grandi regioni del vino italiane, aperta a viticoltori e non, le cui lezioni si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, con la parte teorica e la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di potatura. Altre 12 ore in tarda primavera, per la gestione del verde. In ciascuna regione la Scuola – avviata sperimentalmente lo scorso anno e consolidata nel 2011 - collabora con prestigiose università ed istituti di ricerca legati al mondo della vite, interessati al Metodo Simonit e Sirch di potatura soffice della vite, e con importanti aziende vinicole: fra gli altri, l’Istituto Sperimentale di Laimburg in Alto Adige, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food in Piemonte, il CERVIM - Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna e l’Istitut Agricole Régional in Valle d’Aosta, l’ Istituto Agrario di San Michele all’Adige in Trentino, il Dipartimento di viticoltura ed enologia dell’Università di Udine in Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Enzo Morganti a Castelnuovo Berardenga e il Dipartimento di patologia del Corso di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze in Toscana. “Riteniamo che la ricerca sia il futuro – spiegano Marco Simonit e Pier Paolo Sirch- Perciò, oltre ad aprire le Scuole, stiamo investendo molto in questo settore e stiamo allacciando rapporti con importanti istituti e università italiani e stranieri affinché il nostro lavoro di potatura sia studiato e monitorato. Non siamo gelosi del nostro Metodo, anzi desideriamo che il mondo scientifico lo studi. Siamo partiti oltre 20 anni fa dall’osservazione e dallo studio delle antiche vigne; abbiamo poi messo a punto empiricamente il Metodo Simonit&Sirch e lo abbiamo applicato nei vigneti di molte importanti aziende italiane, dal Nord al Sud; il prof. Attilio Scienza del Dipartimento di viticoltura Università di Milano e poi la prof.ssa Mugnai del Dipartimento di patologia del Corso di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze sono stati i primi a seguirci passo passo e a raccogliere dati. Oggi siamo orgogliosi di poter lavorare e di confrontarci anche con altre realtà scientifiche, perché crediamo che grazie allo studio si potranno individuare metodologie operative sempre più mirate ed efficaci”. L’obiettivo della Scuola è quello di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono addirittura di raddoppiarne l'età: spesso infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al legno. Il che implica una valorizzazione del vigneto Italia, bene da salvaguardare sotto il profilo economico, storico e ambientale paesaggistico. Non solo: un importante risparmio per le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e, soprattutto, piante più sane e longeve che danno uve, e quindi vini, di qualità superiore. Un nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, a torto considerato umile, che riacquista quindi nuova dignità e apre ai giovani interessanti prospettive nel settore della green economy.

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di Redazione
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