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Domenico Sarro sarà nuovamente eseguita in Francia nel 2010

La Serenata a Capri con “Niso, Egle e Eurilla”


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La Serenata a Capri con “Niso, Egle e Eurilla”
03/08/2009, 17:08

Un evento unico. Per bellezza, raffinatezza e per autenticità. Non bisogna essere dei grandi esperti di musica barocca per capire che l’ultima esecuzione dell’ Orchestra della Cappella della Pietà de’ Turchini , diretta dal maestro Antonio Florio, è stato un appuntamento singolare, di straordinaria qualità,  e che ha regalato intense emozioni  al pubblico intervenuto nell’incantevole scenario della Certosa di San Giacomo di Capri, ottima anche per l’acustica e la qualità del suono. Una serenata del 700 a tre voci , “Niso, Egle e Eurilla ”,  di un compositore famoso nella  storia della musica napoletana settecentesca, Domenico Sarro (Trani 1679-Napoli 1744), che con l’opera Achille in Sciro inaugurò nel 1737 il Teatro di San Carlo a Napoli. Delle 20 serenate celebrative scritte da Sarro per la corte reale molte sono andate perdute.
La  partitura della serenata eseguita per la prima volta presso la Certosa di Capri, è stata ritrovata dall’appassionato ed esperto di musica barocca, Antonio Florio, direttore d’orchestra di fama internazionale, tra i tesori  della Biblioteca del Conservatorio di Napoli.  Sarà nuovamente eseguita in Francia: nell’agosto del 2010 al Festival di Chaise Dien, e poi, nel 2011,  a Cler Mont Ferrand.
Gli strumenti altamente specializzati nell’esecuzione del repertorio napoletano antico su strumenti originali dell’Orchestra della Pietà dei Turchini hanno accompagnato le voci
Eufemia Tufano, Valentina Varriale)e  Filippo Mineccia rispettivamente Eurilla,Egle e Niso.I personaggi interpretanti dai cantanti si fingono tre semplici pescatori  del golfo di Napoli. I loro nomi evocano antichi miti mediterranei. Egle è una celebre Ninfa, Niso è il troiano amico di Eurialo giunto in Italia:sembra quasi che Sarro abbia voluto giocare tra la coppia di eroi antichi e l’amore di Niso con Eurilla , nome molto diffuso nel teatro d’opera napoletano per indicare le belle fanciulle ritrose. Come appunto lo è anche la protagonista di questa serenata che rifiuta l’amore di Niso. Nel testo sono citati anche il Golfo di Napoli ed il promontorio di Monte Miseno. Si tratta di un allegoria: Nisida è l’isolotto di fronte a Miseno che richiama nel suo nome quello del troiano Niso, finto pescatore.

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di Agostino Falco
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