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Le avventure di uno studente a spasso nel tempo

La storia a fumetti: "Il villaggio preistorico di Nola"


La storia a fumetti: 'Il villaggio preistorico di Nola'
11/10/2010, 16:10

Una storia che appassiona, diverte, coinvolge. E’ quella che viene illustrata nel fumetto “Il Villaggio Preistorico di Nola”, edizioni Michelangelo 1915 Editore, un volume che racconta le avventure di uno studente del liceo che – suo malgrado – si troverà a spasso nel tempo fino ad arrivare all’epoca preistorica, nel bel mezzo dell’eruzione vulcanica del Vesuvio (delle “Pomici” di Avellino, nel 1800 a.C.), esperienza questa che lo segnerà a tal punto da interessarsi a degli studi mai affrontati con lo stesso impegno in precedenza. Siamo intorno al 1800 a.C., la vita semplice e serena di una comunità agricolo-pastorale della fertile piana campana, viene sconvolta e annientata dalla terribile eruzione del monte Somma-Vesuvio, che i vulcanologi avrebbero poi chiamato delle Pomici di Avellino. Una massa di fuoco, ceneri, pomici, fango, si riversa sulle teste, e sull’esistenza, di questa terrorizzata gente che ha visto trasformare una tranquilla giornata come le altre in una tremenda e, per loro, inspiegabile storia di morte e paura. Le impronte dei piedi dei fuggiaschi lasciate sulla cenere ancora calda, rivolte in ogni direzione, rende bene il senso di smarrimento e di terrore che ha colpito questa comunità di circa quattromila anni fa. Leggere le tracce di questa immane tragedia attraverso le impronte delle strutture, le ossa degli animali imprigionati nel recinto e costretti a morte sicura, oppure attraverso i resti del cagnolino che ha lasciato traccia di se con il suo scheletro in una delle capanne, nel tentativo inutile di trovare scampo dalla pioggia di cenere, è un vero e proprio viaggio nel tempo che trasmette una grande emozione e fa anche molto riflettere. Tutto questo può essere sicuramente dedotto dai freddi e chiari dati archeologici che, comunque, lasciano trasparire, in modo oltremodo evidente, la tragicità dell’evento. Di certo però più immediato e più accessibile, anche a chi magari non è proprio avvezzo ai termini archeologici, è l’uso del fumetto escogitato per narrare tali vicende che è, oltre che una originale e bellis-sima idea, anche un modo molto diretto ed efficace per avvicinare ai beni culturali e all’archeologia i gio-vani, ma non solo. E’ davvero un bel viaggio, con frequenti salti temporali, che avvicinano il lettore alla tragica fine del villaggio nolano di quattromila anni fa, attraverso il coinvolgimento, anche emotivo, di un semplice ragazzo dei giorni nostri. Un bel connubio tra archeologia, storia, territorio, amore e consapevolezza del patrimonio archeologico e storico della propria terra, con l’obiettivo, più che palese, di avvicinare principalmente i giovani a tali tematiche, confidando in una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza dei beni culturali nella crescita civile, culturale e, perché no, anche socio-economica di un territorio e della sua popolazione.

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di redazione
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