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LA STRADA FERRATA DI MARTA GILMORE


LA STRADA FERRATA DI MARTA GILMORE
17/11/2008, 08:11

 

Sarà in scena al Teatro Elicantropo di Napoli, da giovedì 20 novembre alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 30) lo spettacolo finalista al Premio Scenario 2007 La strada ferrata, opera seconda della regista Marta Gilmore e presentata dalla Compagnia Isola Teatro di Roma.
Scritto per improvvisazioni dalla stessa regista con Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini (anche interpreti protagoniste), La strada ferrata è il frutto di un percorso di ricerca artistica attorno all’universo spesso sconosciuto ed ignorato dell’adolescenza femminile. A partire dalla lettura dei testi da cui il progetto è partito e proseguendo con uno studio degli spunti tratti dalla contemporaneità, le tre autrici sono approdate, attraverso un processo di scrittura scenica, ad un lavoro più intimo, che traeva continuo nutrimento dal proprio vissuto personale di adolescenti (la solitudine, la sessualità, il rapporto con il mondo adulto, il bisogno di inventarsi un’identità).  
“Il naturale sviluppo drammaturgico – aggiunge la regista - ha messo in evidenza gli aspetti infinitamente comici e involontariamente buffi, che sembrano essere l’unica risorsa possibile per dire l’indicibile e rendere visibile quello che, solitamente, resta nascosto, inascoltato, muto”.
Su una linea ferroviaria abbandonata, in Sicilia, che sembra scaturita dalle memorie di Elio Vittorini, s’incontrano due ragazzine, Willie e Secondina. L’una è arrivata per mare molti anni prima, da chi sa quale paese straniero, insieme alla sorella Alva, e l’altra racconta di essere discesa, in sella alla sua bicicletta, dal lontanissimo Piemonte, per cercare un fratello che non ha mai conosciuto.
La strada ferrata è il territorio che si contendono, come solo i cani e i ragazzini sanno fare. Come per i cani e i ragazzini, si vince giocando e, giocando, ci si racconta, e si racconta, il mondo così come lo si è conosciuto. Willie e Secondina si trasformano infinite volte, divenendo surreali presentatrici televisive, bambine abusate, suore, ciclisti famosi, donne fatali, ballerine, cantanti.
Le accompagna, come un musicista di strada seduto su un rocchetto per cavi da cantiere, Fabio Guandalini, con leggerezza e sapienza musicale, passando dalla chitarra, al didjeridoo, dalla musica folk a quella sacra.
Nata attorno allo spettacolo L’Isola, dal testo del sudafricano Athol Fugard, con la regia e la traduzione di Marta Gilmore, la Compagnia Isola Teatro si fonda sulla collaborazione tra giovani artisti e tecnici, impegnati anche con realtà teatrali maggiormente consolidate. Obiettivo della compagnia è proprio quello di mettere a frutto la propria formazione artistica e professionale per costruire un percorso autonomo, ma non autoreferenziale, attento a cogliere i messaggi della contemporaneità e capace di adoperarne i complessi linguaggi.

 

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di Redazione
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