Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

L'amore tragico di Violetta Valery

La traviata


La traviata
20/07/2011, 11:07

La traviata è considerata l’opera più significativa e romantica di Giuseppe Verdi e fu rappresentata per la prima volta il 6 marzo 1853 al Teatro La fenice di Venezia.

La traviata è un’opera tratta dalla pièce teatrale di Alessandro Dumas figlio – La signora della camelie.

I protagonisti dell’opera sono Violetta Valery - una giovane cortigiana, malata di tubercolosi che vive nel lusso parigino e Alfredo Germont,  un uomo ricco e suo grande ammiratore. Tra Violetta e Alfredo sboccia l’amore. A contrastare i due innamorati è Giorgio Germont, il padre di Alfredo che, recatosi al cospetto di Violetta, le chiedere di lasciare Alfredo per sempre. Durante i festeggiamenti per il carnevale, i due si incontrano a casa di una amica di Violetta Flora Bervoix. Violetta finge di essere innamorata del Barone  Douphol. Alfredo, sdegnato, chiama tutti gli invitati e getta una borsa di denaro, vinto al gioco, ai piedi di Violetta, che sviene in braccio a Flora. Tutti inveiscono contro Alfredo, e arriva perfino suo padre che lo rimprovera del fatto. Il barone, allora, decide di sfidare a duello Alfredo.

L’ultima scena è quella più drammatica. Violetta è in fin di vita, sola nella sua camera da letto, rilegge una lettera nella quale Giorgio Germont la informava di aver rivelato la verità ad Alfredo e che il suo amato, in viaggio in un paese lontano, sta tornando da lei. All’esterno impazza il carnevale, arriva Alfredo che abbraccia Violetta e le promette di portarla con sé lontano da Parigi. Giunge anche Giorgio Germont che manifesta il suo rimorso. Violetta chiama a sé Alfredo e gli lascia un medaglione con la sua immagine, chiedendogli di ricordarsi sempre di lei. Per un momento Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito cade priva di vita.   

Commenta Stampa
di Rossella Saluzzo
Riproduzione riservata ©