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La violenza dei supereroi moderni


La violenza dei supereroi moderni
23/08/2010, 17:08

In questi giorni diversi quotidiani e TG hanno ripreso uno studio sociologico che mette a confronto i supereroi dei fumetti degli anni '30 con quelli attuali. In particolare fa il confronto tra due supereroi, Superman, apparso per la prima volta nel 1938, e Wolverine, apparso nel 1974. Il primo come eroe positivo, il secondo come eroe negativo. Ma è davvero così? Esaminiamoli
Superman nasce come rappresentazione del bene assoluto, in un periodo in cui sembrava che altrove ci fosse il male assoluto. Non dimentichiamo il periodo: Hitler e Mussolini in Europa e l'imperatore giapponese Hirohito (almeno secondo la propaganda antinipponica dell'epoca) in Asia erano nemici pronti - secondo la vulgata popolare - ad attaccare gli Usa. E allora, dato che questi tre rappresentavano il male assoluto, ecco che arriva il loro nemico: Superman. Ingenuo ma potentissimo, gentilissimo ma senza avere nulla da temere, era un supereroe senza macchia o paura. Ma quanto era realistico? Non più di quanto lo è Topolino o zio Paperone. Si tratta di una favola fatta è finita, perchè nessuno è così. Anche al di là dei superpoteri.
Wolverine invece nasce negli anni '70, quando la Marvel aveva già all'attivo numerose serie di fumetti; tanto è vero che il personaggio appare come comprimario nel fumetto di Hulk. Ma Wolverine, anche se ha dei poteri straordinari (per chi non lo conoscesse, ha uno scheletro in metallo durissimo; artigli affilatissimi che gli escono dalle nocche come quelli di un gatto, ma molto più lunghi; una capacità rigenerativa che gli consente di guarire in pochi secondi da qualsiasi ferita) è una persona come tante. Violento? Certamente, come chiunque è costretto a difendersi. Ma non è cattivo, non aggredisce per il puro gusto di farlo. Wolverine è un discriminato, una persona che, per i suoi poteri, viene isolata ed odiata da tutti. Una persona che a causa di questo - e di altri fatti - è talmente carica di rabbia, che in qualche maniera va scaricata. E lo fa nella lotta, ma una lotta contro chi gli si dimostra nemico. Domanda: cosa lo distingue da una persona qualunque? Chi di noi, se viene aggredito, non reagisce? Certo, lui ha i superpoteri, ma quanti di noi vengono aggrediti da un robot alto 20 metri (il suo nemico classico è il robot Sentinella)?
La differenza è che nel 1938 c'era bisogno di favole, di eroi che fossero di esempio a coloro che stavano per affrontare una guerra; nel 1974 di persone con caratteristiche speciali, ma con un comportamento normale. Ma soprattutto è il concetto di "eroe violento" che è inadatto. Uno come Wolverine non è violento, semplicemente quando è attaccato reagisce con la forza. Niente di paragonabile agli eroi, veramente violenti, per esempio di Robert Ervin Howard, il creatore di personaggi come Conan il barbaro, Kull o Salomon Kane. In particolare i primi due sono veramente violenti: colossi, dal punto di vista fisico; descritti spesso come "lupo tra gli uomini"; hanno in sè più o meno tutti i vizi (bevono, vanno a donne, ecc.); e soprattutto sono facili alla collera. E in un colosso simile, un attacco di collera significa nella migliore delle ipotesi un avversario con le ossa rotte; nella peggiore squartato da un colpo di spada.

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di Antonio Rispoli
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