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120° anniversario dalla morte del celebre pittore olandese

La vitalità energica della pittura di Vincent Van Gogh


La vitalità energica della pittura di Vincent Van Gogh
27/07/2010, 09:07

Le vibrazioni di luce tipiche dell’Impressionismo fanno posto nella pittura di Vincent Van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890), alla vitalità più energica. Ogni segno del pittore olandese è un gesto con cui affronta la realtà per cogliere e fare proprio il suo contenuto essenziale, la vita. Nei dipinti di Van Gogh la materia pittorica acquista un’esistenza autonoma, esasperata, quasi insopportabile: il quadro non rappresenta, è.
Van Gogh è stato l’autore di quasi 900 tele e di più di 1000 disegni. Ad Arles, in Provenza, quando si trasferì il 20 febbraio 1888, produsse una tela dopo l’altra, come se temesse che la sua ispirazione potesse abbandonarlo. La natura provenzale di Arles lo emozionava al punto di lavorare senza sosta e la resa pittorica immortalò quei luoghi negli anni in cui soffriva di psicosi epilettica o, come fu definita più tardi, latente epilessia mentale.
Il pittore olandese subiva attacchi di panico e allucinazioni ai quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio. Negli anni della malattia era in grado di creare capolavori come “Notte stellata” dove sembra allontanarsi dalla diretta osservazione della natura, per esprimere uno stato d’animo attraverso la libera fantasia, per liberare le proprie emozioni piuttosto che ricercare un aspetto nascosto del paesaggio. I gialli e gli azzurri del cielo diventano un irradiarsi di luci in movimento per incutere il timore agli uomini che sentono il mistero della natura.
Il disegno è rabbioso, potente, l’esecuzione vigorosa, esaltata, brutale, intensa.
L’inquietudine, la malattia mentale lo portarono alla morte. La sera del 27 luglio 1890 Van Gogh si suicidò. Aveva 37 anni quando si sparò un colpo di rivoltella al petto in un campo. In quanto suicida, il parroco di Auvres si rifiutò di benedire la salma. La bara fu calata in una fossa accanto al muro del piccolo cimitero di Auvres. Furono presenti il fratello Théo, il dottor Gachet e i pochi amici giunti da Parigi, Lucien Pissaro, Emile Bernard e Pèra Tanguy. 
Oggi, a distanza di 120 anni dal quel tragico dì, tutto il mondo ricorda e celebra l’arte di Vincent Van Gogh. Il solo pittore che concepì il cromatismo degli oggetti con l’intensità e la qualità da metallo prezioso.

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di Rossella Saluzzo
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