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Ridotti da 10 a 2 gli incontri con il comico genovese

La7 e Crozza: forse è rottura.


La7 e Crozza: forse è rottura.
24/06/2009, 12:06

Grillo non bazzica più in tv da anni. Luttazzi ha abbandonato l'ultima spiaggia (proprio La7) da poco e, a quanto pare, tra i comici esuli che non sanno far ridere i politici, potrebbe rientrare anche il buon Maurizio Crozza. Alla presentazione del palinsesto per l'anno venturo, Crozza assiste in silenzio e si dimostra interessato a tutte le new entries e ai nuovi spazi concessi a Ilaria D'Amico e Victoria Cabello. Per lui, però, una fortissima riduzione di presenza (due "speciali" al posto delle 10 puntate previste per l'autunno).
Il Vicepresidente esecutivo Telecom Italia Media Giovanni Stella, spiega così il mezzo siluramento del comico genovese:"Come i formaggi, anche i programmi hanno una loro vita e fisiologicità e il passaggio del tempo provoca logoramento, invecchiamento e fine. Le televisioni cambiano e dobbiamo avere un tasso innovativo molto elevato". Il povero Crozza è dunque un emmenthal lasciato per troppo tempo in frigo e dal quale vanno accuratamente tagliate le parti ammuffite.
Il comico però, con la sua consueta verve pungente e il suo delizioso sarcasmo, commenta così:"Faccio due speciali a fine anno... dovevo fare dieci puntate in autunno... ma faccio due puntate 'speciali' "; poi aggiunge, rivolto in tono non si capisce quanto scherzoso a Stella:"In questa rete qui io non c'entro più.
Non c'è posto per la satira. Fatemi fare il teatro che è meglio". Da precisare che, il tono di Crozza, non è stato mai veramente arrabbiato e, anzi, le sue dichiarazioni venivano fatte con il sorriso; tra un battuta e l'altra. Ovvio, però, che ci sia reale e condivisibile delusione nel cuore del comico genovese il quale, pressato dalle domande, alla fine conclude in tono visibilmente sarcastico:"Sono un comico... gioco, scherzo, mi diverto. Va tutto bene, la vita è bellissima". Al di la di parole, dichiarazioni, rassicurazioni da parte dei dirigenti e battute dei semi-silurati, c'è però una riflessione spontanea da fare: la satira, in tv, è sempre meno presente e, senza voler parlare di "regime", "dittatura" e paventare una forma poco probabile di neofascismo, c'è forse da constatare che questo è un paese retto e controllato da persone che hanno sempre meno voglia di ridere.

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di Germano Milite
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