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L"Accoglienza" della Federazione Italiana Cuochi


L'Accoglienza' della Federazione Italiana Cuochi
18/11/2011, 12:11

Dopo aver partecipato a Host a Milano, in ottobre, la FIC non abbandona il filone dell’ospitalità, compresa quella alberghiera, ma anzi lo rafforza con la sua presenza a SIA-Guest (Salone Internazionale dell’Accoglienza), che si terrà a Rimini dal 26 al 29 novembre. Per evidenziare come le berrette bianche abbiano a cuore tutti i particolari che incidono sul confort nell’hotellerie e, in particolare, a tavola.

Non solo “cucina”, nel senso stretto della parola, ma anche “sala”, comprendente servizi e ospitalità: questi due leit-motiv della ristorazione sono nel carnet della Federazione Italiana Cuochi, che va al di là dei fornelli e vuole prendere in considerazione tutto quanto concerne tavola e dintorni. Continuando il percorso intrapreso a ottobre, a HOST-Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale di Milano, la Federazione, che rappresenta circa 20.000 addetti ai lavori nel Paese, ha deciso di prendere parte a un’altra manifestazione dedicata al mondo del ricevimento alberghiero e dei ristoranti: SIA-Guest-Salone Internazionale dell’Accoglienza, che dal 26 al 29 novembre sarà in scena a Rimini Fiera.

Alla 61° edizione della rassegna riminese specializzata, che mette al suo centro l’albergo, la Federcuochi accoglierà il pubblico qualificato al Padiglione A 1, nello stand 165 della Corsia 5. Nel suo spazio riservato, l’Associazione avrà modo di presentare agli interessati se stessa, la propria filosofia (non solo culinaria) e la mission che le compete in campo gastronomico, professionale e sociale.

Come nella migliore tradizione del sodalizio, a Rimini non mancheranno gli chef-artisti che si esibiranno dal vero in complesse sculture commestibili e che, intagliando soprattutto vegetali multicolore, regaleranno alla location momenti d’evasione e una scenografia fuori dal coro.

Per dare maggior impatto all’occasione di SIA, la Federazione ha stabilito di portare a Rimini una parte importante della sua organizzazione, convocando il Consiglio Nazionale 2011 della FIC in Fiera, per domenica 27 novembre. La riunione, che è prevista dalle ore 10 alle 18, nella Sala Ravezzi 1, riguarderà tutti i consiglieri regionali, in rappresentanza degli associati dei diversi territori, e servirà, dopo le debite discussioni e approvazioni, a stabilire le linee-guida e l’attività del gruppo per il 2012.

La FIC non pensa solo ai suoi programmi ma estende il proprio orizzonte oltre i confini della ristorazione italiana, come spiega il presidente Paolo Caldana: «Come ambasciatori della cucina millenaria tricolore, ai primi di novembre, a Fasano, in Puglia, abbiamo accolto con soddisfazione il Meeting della WACS-World Association Chefs Society che ha riunito 15 delegazioni di tutto il mondo, comprese Nuova Zelanda, Australia e America, allo scopo di formulare un codice comune della cucina, per dare a tutte le berrette bianche le stesse linee di condotta, serie e realistiche. Inoltre vorrei ricordare il nostro corso esclusivo di formazione “Master Chef”, l’unico approvato per l’Europa dalla Società Mondiale dei Cuochi, di cui si occuperà l’Ordine dei Maestri di Cucina della FIC, da gennaio 2012, e che servirà da modello per altri analoghi nel Vecchio Continente.
Il consenso della WACS conferma che, come sempre, siamo sulla buona strada per tagliare il traguardo della difesa e dell’autenticazione della professionalità dei cuochi italiani».

L’impegno della Federazione a tutela della cucina di qualità è ancor più incalzante. A proposito dello stato dell’arte della ristorazione italiana, anche d’albergo, il presidente rilascia alcune considerazioni: «Ritenuta un simbolo del nostro Paese e riconosciuta come potente traino per il mercato turistico, la nostra gastronomia del fuori-casa viene strattonata da più parti, ognuna delle quali si arroga il diritto di essere il vero “paladino” della cucina patria. A ben vedere, molte dichiarazioni d’intenti sembrano promettere valorizzazione e promozione del comparto, ma, con l’esperienza del passato, temo possano rivelarsi effimere chimere. Finora la risorsa della ristorazione tricolore non è stata utilizzata al pieno delle sue possibilità, benché sia unica al mondo, e al di là dei nostri confini dobbiamo purtroppo rilevare alcuni rischi in quanto molti ristoranti dei cinque Continenti, che evocano immagini e sapori di casa nostra, sono in realtà tutt’altra cosa, locali alieni, gestiti da stranieri. Senza nessun sottinteso razzista o reazionario, il pericolo di perdere non solo l’identità culinaria nazionale ma anche la professionalità dei nostri cuochi è quindi forte e concreto ed è stato percepito dalla Federazione in anteprima, già da anni». Il dibattito sul tema è aperto: per proseguirlo, la Federazione invita a SIA-Guest Salone Internazionale dell’Accoglienza, dal 26 al 29 novembre, a Rimini.

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di Redazione
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