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Decisione ribadita attraverso un comunicato ufficiale

L'Agcom conferma le gerarchie dei canali analogici sul digitale


L'Agcom conferma le gerarchie dei canali analogici sul digitale
15/07/2010, 20:07

ROMA - Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha diffuso oggi una nota ufficiale all'interno della quale si ribadivano le gerarchie dei canali analogici sul digitale terrestre.
Attraverso il comunicato, infatti, si apprende che la priorità viene concessa ai canali "generalisti nazionali"; con programmazione di default obbligatoria dal numero uno al numero nove del primo arco di numerazione. Per i canali locali, invece, previste le posizioni dalla dieci alla diciannove; con tutti gli altri suddivisi in categorie ed inseriti nelle successive posizioni (che in molti casi superano le 1000 numerazioni).
Dunque, ufficializzando la decisione presa durante la riunione dello scorso 8 luglio, l'Auorità presieduta da Corrado Calabrò ha rimarcato quanto era già stato stabilito nell Testo unico sui servizi di media audiovisivi e radiofonici (Dlgs 44/2010). Un testo che prende in considerazione due punti cardine, ovvero "la semplicitià d'uso" del sistema di numerazione automatica dei canali (Lcn) e le "abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali".
E quindi, precisando che sarà naturalmente ogni utente a poter successivamente personalizzare l'ordine dei canali sul proprio digitiale, l'Agcom tenta di garantire un minimo d'ordine e nell'incolta e sconfinata selva dei nuovi canali esplosi (per numero ma non per qualità di contenuti) con l'abbandono dell'analogico. La scelta, comunicano dal Consiglio, è stata effettuata al termine di una "consultazione pubblica" e prendendo in considerazione un sondaggio che ha confermato un dato importante: la maggior parte del 57% dei nuovi "utenti digitalizzati", ha scelto difatti di inserire i canali nazionali generalisti (Rai,Mediaset,La 7) nello stesso ordine in cui comparivano sull'analagico e, quindi, nelle prime posizioni.
Come si legge testualmente anche su Reuters, per quanto riguarda la numerazione compresa tra venti e settanta, sono previsti "gli altri canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro", suddivisi per genere (semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite), mentre i canali a pagamento saranno programmati tra il quarto e il quinto arco di numerazione (tra il 401 e il 599)".
In ultimo "Il piano prevede di lasciare i canali 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 ai servizi "di interesse generale", come le guide ai programmi".
A questo punto non resta che sperare di non dover limitarsi a continuare a sperare che, un giorno chissà quanto lontano nel tempo, l'Autorità decida anche di stabilire nuove regole che possano premiare le emittenti private (locali) in grado di garantire palinsesti di qualità (come accade ad esempio in Inghilterra) e di penalizzare ed oscurare i canali clonati letteralmente trafugati da chi ha fatto incetta di frequenze in mancanza di una legge capace di limitare l'anarchia che sussiste al momento nel settore televisivo italiano. Non è possibile, infatti, che una piccola emittente possa occupare (spesso abusivamente) anche 10-11 canali di ottavo e nono arco di numerazione proponendo sempre la medesima programmazione (tra l'altro scadente).

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di Germano Milite
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