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L’inquietante perbenismo di una annoiata coppia borghese

"L'amante", ovvero il matrimonio visto da Harold Pinter


'L'amante', ovvero il matrimonio visto da Harold Pinter
08/03/2012, 16:03

A partire dal prossimo 13 marzo, CTB e la Compagnia Le Belle Bandiere, con il sostegno del Comune di Russi, porteranno sulla scena di Galleria Toledo la commedia del premio Nobel Harold Pinter, “L’amante”. Progetto, interpretazione e regia di una affiatata quanto collaudata coppia artistica, Elena Bucci e Marco Sgrosso, ormai ospiti abituali della scena napoletana. Con la drammaturgia sonora della stessa Elena Bucci e con il disegno luci del recentemente scomparso Maurizio Viani ( compianto dagli amici e dagli artisti che hanno riconosciuto in lui “il poeta della luce” così come è stato apostrofato sul Corriere della Sera del 27 gennaio, in occasione della sua dipartita), l’atto unico del drammaturgo inglese ci condurrà lungo i sentieri impervi di una spossante routine matrimoniale. Accanto alla collaudata indagine di rilettura dei grandi testi ‘classici’, e proseguendo un percorso da sempre parallelo, ci rivolgiamo ad un grande contemporaneo per riscoprire l’autenticità di parole più vicine a noi nel tempo. Harold Pinter, spietato rivelatore di vuote convenzioni e di confortanti assurdità, soprattutto laddove siano mascherate da una presunta tranquilla normalità, con il suo sguardo lucido e crudele allude ad una più vitale possibilità di esistenza, ribaltando moduli e formule della comunicazione. Questa nuova possibilità di vita nasce dalla coscienza del dolore che genera la sua mancanza e dall’ammissione di un’attualissima incapacità di sapere, o volere, definirla con chiarezza. Richard e Sarah… ma anche Max e la Puttana…Siamo di fronte ad un’apparentemente felice coppia borghese che – ribaltando il mito di Anfitrione e Giove, i quali, con le medesime sembianze, restavano uno il marito e l’altro l’amante di un’unica ignara Alcmena – gioca invece al suo interno tutti i ruoli, ammettendo la possibilità disorientante della compresenza di diverse identità in ognuno di noi. Con folgorante rapidità, in una successione esilarante di quadri dal sapore leggero, nella luminosa claustrofobia della villetta degli sposi, illuminata dal sole accecante di un esterno sempre negato all’azione, il gioco delle relazioni e delle identità si definisce attraverso segni netti e ironici – la cravatta, la malvarosa, i cocktail, i tacchi alti, la panna, i bongo – arricchendosi di toni via via più scuri ed inquietanti. Costretti in uno spazio senza uscite, se non quelle fittizie di un perimetro che si riavvolge su se stesso, Richard e Sarah devono affrontare la verità mutevole e sfuggente del loro essere insieme. Da dove nasce la necessità di questo leggero gioco al massacro, divertito e crudele? In cerca di quale libertà, di quale “equilibrio perfetto”? O per difendersi da quale paura? È un gioco volontario o inevitabile? E ancora: è ammessa l’ipotesi del bluff? E cosa accade quando, inaspettatamente, si infrangono le regole? Affrontando questo testo denso di trappole sottili – che coniuga in perfetta eleganza di stile teatro, cinema e radiodramma, intrecciando tagli ironici e tragici – ci interroghiamo sul mistero dell’attrazione, della noia, dell’amore, della complicità. E del pericolo sempre sotteso al tentativo di costruire un legame unico e inscindibile che, in bilico tra verità e menzogna, può generare… un’alleanza? una prigione? un rifugio? un trampolino? In assenza di risposte univoche, resta la bellezza del viaggio…
In occasione della rappresentazione Mercoledì 14 Marzo , alle ore 17.30, presso la Libreria Feltrinelli di Via S. Tommaso D’Aquino 70 (Angolo Via Roma) si svolgerà un “Incontro con l’Autore e la Compagnia”.
 

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di Rosa Vetrone
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