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L’Antigone di Valeria Parrella apre la seconda parte del Napoli Teatro Festival Italia 2012


L’Antigone di Valeria Parrella apre la seconda parte del Napoli Teatro Festival Italia 2012
24/09/2012, 16:59

La riscrittura originale dell’Antigone di Sofocle firmata da Valeria Parrella con la regia di Luca De Fusco inaugurerà il 25 settembre (replica il 26) ore 21, al Teatro Mercadante di Napoli, la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012 che quest’anno prevede 7 spettacoli che apriranno le stagioni di alcuni teatri cittadini. Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.

Si comincia con Antigone, prodotto dal Napoli Teatro Festival Italia e Teatro Stabile di Napoli.

Commissionato da Luca De Fusco, il testo vede protagonista nel ruolo di Antigone Gaia Aprea alla guida di una straordinaria compagnia di attori composta da Fabrizio Nevola, Giacinto Palmarini, Alfonso Postiglione, Nunzia Schiano, Paolo Serra, Dalal Suleiman, con la partecipazione di Antonio Casagrande.

Le scene sono di Maurizio Balò; i costumi di Zaira De Vincentiis; il disegno luci di Gigi Saccomandi, le musiche del compositore israeliano Ran Begano.

“Chi sarebbe Antigone oggi?”. Intorno a questa domanda e a quanto i grandi classici ancora possono “dirci” si sono interrogati autrice e regista, rivisitando la figura mitologica per eccellenza, quella che da secoli pone all’umanità l’insoluto dilemma tra Ragione di Stato e Ragioni del cuore.

Se nella tragedia di Sofocle la donna e il tiranno si fronteggiavano per dare o negare la sepoltura a Polinice, in questa riscrittura originale di Valeria Parrella (in uscita per i tipi di Giulio Einaudi Editore) è il diritto all’eutanasia a essere al centro del racconto. Antigone è una donna fiera e combattiva, che di fronte a un dolore che la sovrasta e a una legge che reputa ingiusta, sceglie di non sottostare all’editto del Legislatore. Per amore del fratello Polinice è disposta a muoversi dal mondo dei vivi a quello dei morti, consapevole di dover pagare le terribili conseguenze che questa decisione comporterà.

La tragedia di Sofocle rivive in un testo teatrale di sorprendente attualità, che si interroga sul libero arbitrio, l’eutanasia, l’incerto confine tra legge della natura e legge dell’uomo, la detenzione nelle carceri, il suicidio come atto consapevole.

”È questo – dichiara Valeria Parrella – il momento storico per una riscrittura dell'Antigone. Non un esame dell'opera sofoclea o una modernizzazione della stessa, o una nuova traduzione: è questa l'epoca storica per mettere le mani nelle nervature della classicità e,

 

 

 

 

 

 

 

 

così come Steiner si chiedeva perché l'Antigone fosse l'opera classica più riscritta di tutti i tempi, ecco: darsi una risposta.(…) Un discorso sulla vita, sul coraggio, sull'autodeterminazione, su cosa significhi essere partecipi del Diritto, oggi”.

“Ho progettato per questa nuova Antigone una stanza nera in cui appaiano fantasmi – afferma il regista Luca De Fusco - e in cui la parola sia protagonista accompagnata spesso da una musica evocatrice sospesa tra forza arcaica e energia del presente. Proseguendo in una linea che perseguo già da qualche tempo, al teatro sarà affiancato l'uso dei video, limitando almassimo ilmovimento degli attori ma valorizzandone i primi piani mescolando teatro musica e cinema. Un teatro di poesia, più che di prosa, asciutto e diretto come la parola della Parrella. Un teatro che spero faccia emozionare e dubitare ogni spettatore”. 

“Il bellissimo saggio di Steiner denominato non a caso Le Antigoni  fa capire molto bene che ogni epoca ha sentito il bisogno di rileggere questo mito, che è stato declinato anche nelle più disparate situazioni geografiche, scrive Luca De Fusco nelle note di regia.

Moltissime epoche e moltissime culture hanno sentito il bisogno di far nascere la “loro” Antigone. In questo modo il mito, continuamente riletto e modernizzato, riafferma la sua eterna attualità.

Questa di Valeria mi è sempre sembrata una Antigone necessaria. Rilegge infatti il mito con gli occhi di oggi, spostando l’antico problema della sepoltura su un versante molto più contemporaneo, quello dell’eutanasia, ma riaffermando il vero nocciolo della questione: la contrapposizione tra legge naturale e legge degli uomini. Significativamente, nel nostro testo Creonte viene menzionato non col suo nome ma con quello simbolico di Legislatore. Anche il linguaggio e la struttura drammaturgica del testo da una parte conservano la morfologia  antica (con Parodo,stasimi,episodi,etc)dall’altra sono condensate ina una prosa prosciugata, ristretta, che si presenta quasi come un “concentrato di Antigone”.

Seguendo queste caratteristiche del testo ho puntato su una messa in scena essenziale, del tutto priva di azione scenica e dove una forte presenza delle musiche di Ran Bagno, musicista già applaudito nel festival di giugno come autore delle musiche della Vertigo dance company, tenda a sostenere la parola aiutando la concentrazione degli spettatori sulle righe della Parrella.

Il testo è antinaturalista, quasi concettuale: i personaggi sanno di essere tali. I corifei si chiedono se abbia ancora senso far parte di un coro ormai quasi estinto, Tiresia è consapevole di essere un personaggio fantastico e Antigone sa benissimo di essere un mito. Ho tentato quindi di scolpirli nel buio, di farli spiccare nella scatola nera di Balò come puri concetti, o fantasmi,o ricordi. Ho chiesto agli attori di concentrarsi più sulle parole che sull’immedesimazione nei personaggi. Il risultato spero mostri i vantaggi di una compagnia affiatata in cui molti attori tornano a lavorare con me dopo altri lavori realizzati assieme”.


Antigone

di Valeria Parrella

 

regia Luca De Fusco

con Gaia Aprea (Antigone), Fabrizio Nevola (Emone), Giacinto Palmarini (Corifeo), Alfonso Postiglione (Il guardiano), Nunzia Schiano (Detenuta), Paolo Serra (Il legislatore), Dalal Suleiman (Corifea)

e con la partecipazione di Antonio Casagrande (Tiresia)

scene Maurizio Balò

costumi Zaira De Vincentiis

disegno luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
regista assistente Alessandra Felli

produzione  Teatro Stabile di Napoli, Napoli Teatro Festival Italia

 

tournèe 2012-13

25>26 settembre Napoli, Teatro Mercadante - Napoli Teatro Festival

21 novembre> 9 dicembre  Napoli, Teatro Mercadante

26 febbraio> 3 marzo Bologna, Arena del sole

5> 10 marzo Genova, Teatro della Corte

14>17 marzo Salerno, Teatro Verdi

4>7 aprile Torino, Teatro Astra

9>21 aprile Roma, Teatro Eliseo

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di Redazione
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